Accolto da un lungo applauso il procuratore Lari si congeda: “Grandi risultati, affronto la vita da pensionato con serenità”

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Dopo 10 anni di servizio a Caltanissetta il procuratore Sergio Lari va in pensione. Arrivato nell’aprile del 2008, come procuratore capo ha coordinato indagini sulla criminalità nel nisseno e sulle stragi del ’92. Mercoledì mattina la cerimonia di saluto, prima di congedarsi, alla presenza di magistrati, forze dell’ordine e vertici delle istituzioni. “Non spetta a me fare un bilancio sui risultati ottenuti. Posso soltanto dire – ha detto Sergio Lari – di avercela messa tutta, di essermi impegnato al massimo delle mie possibilità, e di essere arprocuratore lari 3rivato a Caltanissetta nell’aprile 2008 dopo un lungo percorso professionale in cui avevo maturato grandi esperienze, da procuratore della Repubblica di Trapani a Procuratore Aggiunto a Palermo, in Csm, e in precedenza in altri uffici giudiziari di frontiera. Pertanto questi 10 anni a Caltanissetta sono anni in cui ho espresso il massimo della professionalità che avrei potuto dare. L’ho fatto con impegno e con passione, anche perché il destino ha voluto che dovessi riaprire le indagini sulla morte di colleghi e di amici e questo, se da una parte è stato traumatico dal punto di vista emotivo, dall’altra parte mi ha caricato di una particolare determinazione che mi ha spinto a impegnarmi ancora di più se è possibile, tralasciando anche affetti familiari o impegni personali. L’ho fatto con quella determinazione che soltanto si può avere quando si pensa agli amici perduti, ma l’ho fatto e ho ottenuto certi risultati grazie anche alla procuratore lari 2collaborazione dei tanti colleghi, di tanti amici, degli investigatori, perché da soli non si può raggiungere nessun risultato. I risultati si raggiungono soltanto se si riesce ad organizzare una squadra di persone che condividono gli stessi ideali e gli stessi principi. Quindi io me ne vado da questo ufficio dicendo grazie a tutti coloro che hanno creduto nelle mie possibilità e mi hanno collaborato lealmente. Spero soltanto di essere riuscito a migliorare la qualità della vita della Sicilia e soprattutto della popolazione di questo distretto. Credo di poter dire che il bilancio è positivo, credo che la popolazione della provincia di Enna e Caltanissetta non sia la stessa oggi di quella che io ho trovato 10 anni fa. Abbiamo arrestato capi provincia, sono stati eliminati pericolosi delinquenti di tutti i tipi e di tutti i generi, se dovessi elencare i reati di cui mi sono occupato dovrei prendere il codice in mano e cominciarlo a leggere, non intendo farlo. Posso dire soltanto che i risultati a mio avviso ci sono stati quindi se volgo indietro lo sguardo mi autoassolvo, e quindi posso affrontare la nuova vita da pensionato con animo sereno, dedicandomi alla famiglia e, perché no, magari organizzando qualche viaggio, visto che prima ho dovuto rinunciare perfino alle ferie che mi spettavano per dedicarmi a lavoro. I momenti più belli sono stati quando sentivo pronunciare le sentenze di condanna di tutti i boss mafiosi che portavamo alla sbarra pensando di aver fatto giustizia e di aver risarcito i familiari delle vittime dei tremendi delitti. Momenti più brutti quando certi risultati che ci eravamo prefissati non sono stati raggiunti, evidentemente nessuno è perfetto, però ci consoliamo – conclude il procuratore generale – pensando che anche gli errori commessi, perché tutti li facciamo, sono stati commessi in perfetta buona fede”.

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