Accolto il ricorso di Alfonso Cicero contro l’assessorato regionale Funzione Pubblica. L’ex presidente Irsap: “Ritorsioni mirate a colpirmi”

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l'ex presidente Irsap, Alfonso Cicero

E’ stato accolto totalmente dal tribunale del lavoro di Caltanissetta il ricorso presentato nel 2017 da Alfonso Cicero, funzionario regionale direttivo ed ex presidente dell’Irsap, contro l’assessorato regionale della funzione pubblica che pretendeva – pena il recupero forzato delle somme dallo stipendio – la restituzione delle somme erogate legittimamente a Cicero, dal 2013 al 2015, relative all’indennità omnicomprensiva quale componente dell’ufficio di gabinetto dell’allora assessore regionale delle attività produttive. Il giudice Federica Amoroso, nel corso dell’udienza celebratasi ieri, ha valutato totalmente infondate le suddette pretese e ha condannato l’assessorato anche al pagamento delle spese processuali. I difensori di Cicero, gli avvocati Andrea Scuderi, Giorgia Motta e Annalisa Petitto, oltre a rappresentare nel ricorso la palese infondatezza della suddetta pretesa avanzata e la piena legittimità delle somme erogate a Cicero, hanno evidenziato anche il chiaro comportamento persecutorio posto in essere dall’assessorato della funzione pubblica a danno di Cicero.

“Sono ampiamente soddisfatto della sentenza emessa ieri dal tribunale del lavoro di Caltanissetta, dichiara Alfonso Cicero. Subito dopo il 17 settembre 2015, giorno in cui mi sono recato presso la procura della repubblica di Caltanissetta per denunciare diversi fatti inquietanti riguardanti il “sistema Montante”, a cui sono seguite il giorno dopo le mie dimissioni da presidente dell’Irsap e da componente dell’ufficio di gabinetto dell’assessore delle attività produttive, sono state attivate a mio danno da precisi settori dell’amministrazione regionale – supportati da taluni “ambienti” politici trasversali – azioni concentriche ritorsive per colpirmi e perseguitarmi anche nel mio ambito lavorativo. Ispezioni, interrogazioni, interpellanze, intimazioni di pagamento, azioni di “setaccio”, denunce calunniose presentate all’autorità giudiziaria, incessanti campagne mediatiche diffamatorie, tutte mirate – continua Cicero – a distruggermi, procurarmi danni irreparabili, delegittimarmi e isolarmi.”

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