Accertamenti Tarsu. E' scontro tra Ato e Comitato San Domenico.

1716

Ingala conferenza 2A seguito di una dura presa di posizione del comitato di quartiere San Domenico di Caltanissetta contro gli accertamenti Tarsu riguardanti gli anni 2006 e 2007 per dichiarazioni infedeli circa la reale grandezza degli immobili, l’Ato Ambiente ha replicato con una nota in cui il liquidatore Elisa Ingala sciorina una serie di sentenze di Cassazione e Corte Costituzionale che confermerebbero la bontà degli accertamenti e soprattutto l’infondatezza della prescrizione, al contrario invocata dal comitato di quartiere.

Una vicenda intricata che ha quindi bisogno di un passo indietro. Tutto dipende da quando inizia il calcolo dei cinque anni per la prescrizione della Tarsu e in tal senso va subito detto che nel caso della Tarsu il calcolo è diverso che in altre imposte. La giurisprudenza corrente sembrerebbe adottare, in sintesi semplificata, tale ipotesi. La Tarsu è una tassa che si riferisce ad un servizio che viene calcolato in un intero anno. L’annualità viene conteggiata nei cosiddetti “Ruoli”. I ruoli della Tarsu di una determinata annualità portano la data dell’anno successivo, in quanto si tratta di un servizio pubblico per almeno  il 60% pagato dagli utenti. Così il servizio del 2006 viene pagato con la Tarsu 2006  il cui pagamento sarà legato all’emissione dei ruoli del 2007. Dalla notifica dei ruoli 2007 parte il calcolo dei tempi di prescrizione per la Tarsu 2006. Questa, almeno, l’interpretazione che si evince dalle più recenti sentenze.

In parte diversa la posizione ufficiale dell’Ato Ambiente che con il liquidatore Elisa Ingala ha emesso la seguente nota dal titolo: “Nessuna prescrizione per gli accertamenti Tarsu 2006 e 2007”.

“Le bollette Tarsu notificate e dovute dai contribuenti per gli anni 2006 e 2007 vanno pagate”, scrive la Ingala. “Si tratta di accertamenti recapitati a evasori totali,Ingala in conferenza cioè cittadini che non hanno pagato mai la nettezza urbana e quindi sconosciuti al ruolo o che hanno dichiarato una superficie dell’abitazione inferiore a quella reale”, sostiene il liquidatore dell’Ato Ambiente Cl1.  “La finanziaria 2007 (legge 296/2006) con l’art.1, comma 161, modifica il termine di decadenza dell’accertamento stabilendo che sia per il caso di rettifica (elusione), che per l’omissione (evasione), gli avvisi devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati”.

“Poiché ogni variazione TARSU va denunciata entro il 20 gennaio dell’anno successivo di riferimento, in caso di omessa denuncia od omessa correzione della denuncia originaria infedele, il termine per notificare l’accertamento scade il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione andava  presentata ( risoluzione ministero delle finanze n.268/E/5/7393)”.

La Ingala prosegue: “Per comprendere meglio, l’esempio è di un immobile acquistato o affittato o utilizzato nell’anno 2007 per il quale  la denuncia originaria o di variazione o di rettifica dei dati,  ossia dei metri quadrati,  andava presentata entro il 20 gennaio 2008. Per questo motivo i termini per accertare l’evasione o  l’elusione scadono entro il 31 dicembre 2013 e non il 31 dicembre 2012.

Altro chiarimento la Ingala lo fornisce sulle date relative alla notifica di tali accertamenti. “La sentenza è della  Corte Costituzionale, la  n.477/2002. La notifica per i termini di decadenza e prescrizione per il notificante si perfeziona alla data di consegna dell’atto al notificatore o alla posta; per il destinatario, per l’adesione o il ricorso, i termini decorrono dal ricevimento e, in caso di mancata consegna, decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata che lo informa della giacenza dell’atto alla posta o alla casa comunale, o alla data del ritiro se avviene prima del decorsi dei dieci giorni”.

Comitato Tarsu Mazzurco Ambra“Il recupero dei tributi non pagati – ha ribadito la dott.ssa Ingala – è un atto dovuto e mi meraviglio che i comitati pongano il fianco a chi non ha mai pagato la nettezza urbana  o chi ha pagato meno di quello che doveva. Questo a tutela dei cittadini onesti che hanno sempre regolarmente provveduto a pagare le tasse.  Tuttavia, nel rispetto delle opinioni di tutti, ho in programma di incontrare gli eventuali comitati per tutti chiarimenti sul caso.”

“I cittadini – afferma infine – per la bonifica dei dati nel caso di incongruenze (immobili inutilizzati perché privi di utenze o venduti ) possono recarsi presso gli uffici comunali per le variazioni che erano state richieste con il censimento effettuato attraverso l’invio di un apposito questionario spedito assieme agli avvisi bonari del 2012”.

Il problema sorgerebbe nel caso in cui accertamenti riferiti al 2006, fossero notificati dopo il 31 dicembre 2012, essendo in questo caso prescritti.

“A seguito di proteste e continue lamentele da parte dei cittadini nisseni – contro replica il comitato San Domenico con il presidente Settimo Ambra che  ripropone , arricchendola, la nota che ha scatenato le polemiche –  mi corre l’obbligo segnalare  quanto distanti sono state e sono le Istituzioni (Ato Ambiente, EAS) dal cittadino. Molti nisseni sono venuti presso la sede del Comitato di Quartiere S. Domenico,  ossessionati dalle continue imposizioni di pagamento. Mi chiedo, come si fa a pretendere l’imposta di pagamento agli ex proprietari su case vendute 20 anni fa con regolare rogito?   Come si fa a pretendere l’imposta di pagamento su case date in affitto negli anni di riferimento, con regolare contratto e denuncia agli organi competenti?

“L’ente ATO – prosegue Ambra –  dichiara che hanno ricavato le notizie dalla banca dati dall’agenzia del territorio, poi dovranno spiegare cosa hanno letto, si ha la taresnetta impressione che l’ATO adotti due pesi e due misure: se da un lato effettua controlli certosini mirati a stanare l’infedele  dichiarazioni di pochi mq, dall’altro lato è nettamente superficiale allorquando  non verifica la reale proprietà del contribuente”.

Quindi la denuncia del Comitato di quartiere San Domenico: “Moltissimi  utenti  si recano presso  l’ufficio tributi “uff. Tarsu”  in Via Largo Barile in Caltanissetta, per chiarire le anomalie che l’ente, con incuria e scarsa competenza, ha ricavato.  Ripeto, molti utenti, si sono recati presso l’ufficio tributi,  prima della data utile per l’eventuale ricorso, fissato in  60 giorni dal giorno di notifica, per discutere e chiarire alcuni aspetti poco trasparenti per le imposizioni di pagamento presumibilmente illegittime. I destinatari che si sono portati presso gli sportelli  degli uffici tributi, hanno  avuto intimato l’appuntamento, atto a risolvere la controversia, oltre i termini utili ai fini del ricorso,   sconcertati di quando accadeva hanno  segnalato all’addetto l’anomalia, sono usciti dagli uffici, più confusi che persuasi e non hanno avuto chiarito se,  nelle more sono  sospesi i termini indicati nell’ingiunzione di pagamento, per  l’eventuale ricorso”.

“A nostro giudizio – prosegue Settimo Ambra – in un momento di così grave  crisi, si sta abusando troppo della pazienza dei cittadini, si sta esagerando,  si sta sparando nel mucchio, sono colpite sempre e comunque le fasce deboli della città,  come diceva il grande Petrolini “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri: Hanno poco ma sono in tanti)  oggi l’utente è in condizioni di estrema esasperazione, è soffocato dalle continue e inique richieste di pagamento, in poche parole, è diventato un vero e proprio bancomat. Come dire, io ti mando l’avviso di pagamento, legittimo  o falso che sia, possibilmente già  prescritto, poi sta a te dimostrare il contrario. Basta!!!!!! bisogna finirla!!!!!!. Il comitato di Quartiere S. Domenico,  a sostegno  dei cittadini che vogliono  essere tutelati,  dove esistono e accertate le condizione di disagio, mette a disposizione presso il proprio Centro Consulenza San Domenico, l’ufficio legale con il patrocinio gratuito, per la  tutela dei diritti dei cittadini, perché si ritiene,  a vario titolo, di subire un grosso torto, poiché i tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell’ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente. (“http://indebitati.it/prescrizione-e-decadenza-dei-tributi-locali/” l “nota-1” articolo 2948  comma 4 del Codice civile), quindi per un pagamento insufficiente della  TARSU effettuato nel 2007 c’è tempo per un avviso fino al 31 dicembre 2012″.

“Per quanto sopra esposto, il Comitato di Quartiere e il Centro Consulenza San Domenico, è  disponibile a offrire assistenza  legale gli utenti e  aprire contro l’ATO ambiente e l’EAS, una  le necessarie azioni giudiziarie , per la difesa e le giuste rivendicazioni dei diritti dei cittadini. Auspichiamo che la procura della Repubblica competente vorrà  verificare la sussistenza di estremi di reato nella Condotta degli enti impositori, che, dopo più di cinque anni nella consapevolezza della prescrizione di questi crediti, cercano di approfittare della debolezza  individuale dei cittadini, già in difficoltà per la grave e nota crisi economica, chiedendo somme evidentemente non dovute”.

Per quanti vogliono essere tutelati contro (ATO-EAS)   rivolgersi presso  Centro Consulenza San Domenico in Via P. Emiliani Giudici, 54. Tel. 0934/27300 e 0934/060152

Commenta su Facebook