Abolizione province. Miccichè (Udc): "Caltanissetta capoluogo". M5S: "Brodino per Crocetta"

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Riforma Province. La Commissione affari istituzionali dell’Ars approva il DDL sui Consorzi di Comuni e Città Metropolitane, adesso la parola passa all’Aula, se Giovedì mattina, come ormai appare certo, la commissione esprime voto finale sulla proposta. Il testo prevede l’istituzione di 9 Consorzi (coincidenti con gli attuali confini delle province) e 3 Città Metropolitane (Palermo, Catania e Messina). I comuni che rientrano nelle previsioni del Decreto del Presidente della Regione del ’95 sulle Aree Metropolitane, avranno sei mesi di tempo per scegliere se aderire alle Città Metropolitane. I comuni che confinano con un altro Consorzio, avranno sei mesi di tempo per scegliere se aderire al Consorzio confinante o rimanere in quello attuale. Le funzioni e le competenze dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane saranno assegnate con legge regionale. La governance dei Consorzi sarà composta da organi di secondo livello scelti fra gli amministratori dei comuni. Salva quindi la centralità di Caltanissetta quale capoluogo, ma nel disegno di legge, Gela sarà libera di votare l’adesione ad un altro consorzio.

E proprio in tal senso va l’annuncio del deputato nisseno del UDC, Gianluca Miccichè, componente della prima commissione affari istituzionali: “Caltanissetta resta capoluogo”.

“Caltanissetta capofila del libero consorzio di comuni. Un lavoro lungo un anno ed oggi si raccolgono i frutti, si alla volontà di cambiamento ma mantenendo l’individualità e le specificità territoriali”, spiega Miccichè subito dopo l’approvazione in commissione parlamentare Affari Istituzionali, commentando il disegno di legge che riguarda la trasformazione delle province in liberi consorzi.

“È stato un lungo lavoro durato un anno, sin dai primi di giorni della legislatura, volto a tutelare l’identità del nostro territorio, e adesso ci sono riuscito -ha dichiarato Miccichè – avendo sempre ben in mente l’esigenza riformatrice e sopratutto la volontà di mantenere i confini territoriali, passa dunque con l’approvazione di oggi, questo principio e la riconferma definitiva degli attuali capoluoghi. Sono veramente soddisfatto- continua -perchè così saranno salvaguardati numerosi posti di lavoro , infatti i dipendenti della provincia diventeranno automaticamente di pendenti dei consorzi con lo stesso trattamento economico”.

Il disegno di legge prevede inoltre che ciascun comune può decidere di aderire ad un libero consorzio differente da quello di appartenenza sempre che non modifichi di più del 20% il numero della popolazione totale del consorzio da cui deciderà di staccarsi.

Ma di diverso avviso è il gruppo all’ARS del Movimento 5 Stelle. “Province, più che una riforma epocale un brodino. Non è la legge per cui abbiamo lottato. Daremo battaglia in aula”, dice il gruppo che ai tempi del “modello Sicilia”, aveva incamerato come una vittoria il si del Parlamento siciliano all’abolizione degli enti intermedi.

“Più che una riforma epocale un brodino per il governatore Crocetta, che è ormai prigioniero della sua litigiosa e quanto mai divisa maggioranza e dei suoi annunci televisivi che, alla luce di quanto visto, non è in grado di mantenere”, affermano i 5 Stelle.

“Le uniche cose da salvare di questo ddl – affermano – sono la scomparsa degli organi politici e la proposta (la cui fattibilità è ancora tutta da verificare, considerate le divisioni tra governo e maggioranza) di sottoporre a referendum consultivo ai siciliani la scelta se eleggere direttamente o meno il presidente del libero consorzio”.

“Abbiamo rispettato il nostro impegno – afferma il neo-capogruppo Francesco Cappello – ma in aula apriremo un nuovo campo di battaglia, perché non è questa la riforma per la quale abbiamo lottato. Staneremo il governo, grande assente ai lavori della commissione”.

“Le continue marce indietro del governo, che ha ritirato quasi tutti i suoi emendamenti – aggiunge Salvatore Siragusa – hanno tolto anche quel poco di reale sostanza a questa legge. In aula si aprirà una partita nuova tra il Movimento, pronto a cercare di riportare la norma sul piano di una reale, nuova concezione degli enti intermedi, e i partiti, che proveranno a fare di tutto per restaurare lo status quo. Vedremo se Crocetta manterrà veramente le promesse fatte in tv”.

 

 

 

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