A19. Progetto Cinquestelle migliore. Esperti: "inspiegabile sia stato scartato"

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“A19, via libera alla circolazione solo dopo la primavera del 2016”. Le ottimistiche previsioni del ministero per il termine dei lavori sull’autostrada Palermo Catania fanno a pugni con le considerazioni che arrivano dalla facoltà di Ingegneria di Palermo, che nel futuro dell’autostrada “maledetta” vedono più nero che rosa.
A minare il cronoprogramma dell’Anas, secondo il professore Vincenzo Liguori, docente di Geologia applicata del dipartimento di Ingegneria civile ambientale e aerospaziale, scuola politecnica dell’Università di Palermo, è soprattutto il non aver fatto i conti con la frana del 2005 (frana attiva), cosa che finirà con scompaginare i piani ‘romani’ e dilatare notevolmente i tempi dei lavori. A Roma, secondo il professore, non hanno messo neanche in conto l’enorme difficoltà che le imprese al lavoro dovranno fronteggiare per reperire il materiale per la costruzione della ‘bretella’, visto che nella zone vicine  non ci sono cave in attività.
Secondo Liguori le priorità per i lavori dovevano essere due: il consolidamento della frana del 2005, con la pulitura dell’alveo dell’Himera e la verifica statica della carreggiata Ct-Pa, che se percorribile, avrebbe evitato la costruzione della “bretella”, con notevoli risparmi.
“I progetti redatti – dice Liguori – non hanno tenuto conto della frana del 2005, che doveva essere assolutamente consolidata prima dei lavori. La frana con uno spessore di 20 metri, che si muove verso l’alveo del fiume Himera, è attualmente quiescente, ma si risveglierà quando si comincerà a lavorare con ‘scalzamenti al piede’, sia per le opere, che per l’erosione del fiume, e allora saranno dolori. Inoltre lavorare sui quei terreni argillosi in inverno sarà letteralmente impossibile”.
Da qui i primi intoppi, che per Liguori e gli ingegneri palermitani proseguiranno quando si lavorerà per demolire la carreggiata danneggiata “cosa che – afferma il professore – bloccherà i lavori della strada provinciale Sp 24, parte integrante del progetto ministeriale, che passa proprio sotto le corsie autostradali”.
Un altro dei principali talloni di Achille nel piano ministeriale che mira a tirare la Sicilia fuori dall’incubo in cui è precipitata da oltre tre mesi è la mancata prova di staticità della carreggiata Catania-Palermo, “che – dice il professore – avrebbe forse consentito di riaprire immediatamente in doppio senso di circolazione una carreggiata dell’autostrada e reso inutile il ricorso alla costosa ‘bretella’.
“Sia come Università – afferma Liguori – che come Ordine degli ingegneri di Palermo, ci si era messi subito a disposizione per le verifiche, ma nessuno ci ha ascoltato”. Il perché resta un mistero per il docente palermitano, come un mistero resta l’esclusione dell’idea progettuale per una ‘bretella’ da realizzare sull’altro versante (meno interessato dal fenomeno franoso) messa in campo dai deputati nazionali del Movimento 5 Stelle (in collaborazione con alcuni professionisti del meetup di Caltanissetta) che miravano a coinvolgere nell’operazione il Genio militare, a cui sarebbe stata demandata anche la collocazione di un ponte “Bailey” a doppia campata su una strada esistente (la Lodigiani).
Il progetto, che ha avuto inizialmente il plauso dello staff del ministro Delrio e del commissario Guardabassi, è stato accantonato.
“E non ci spieghiamo il motivo – dice Liguori – poiché prevedeva l’utilizzazione di una pista già esistente, la strada Lodigiani, che tra l’altro è di proprietà dell’Anas. Questa strada, che era stata realizzata in occasione del cantiere che portò alla costruzione dell’autostrada, sarebbe stata già pronta all’uso con una minima manutenzione. Perché non prenderla in considerazione? Perché non fare un rapido calcolo del rapporto costi-benefici tra le alternative progettuali? L’intervento del Genio militare, tra l’altro, avrebbe ridotto notevolmente i tempi. Perché scartarlo? Mistero”.
Gli attestati di stima all’operato messo in campo dal Movimento 5 Stelle non si fermano qui. Per Liguori non si spiegano le critiche piovute sulla “scorciatoia” di Caltavuturo, che i deputati regionali del Movimento stanno finanziando con i soldi cui rinunciano mensilmente. Uno schiaffo morale di inaudita portata all’inerzia della politica.
“La strada – dice Liguori – è solo temporanea e va vista nell’ottica di alleviare enormemente i disagi alla popolazione. Inoltre essa assicura una indispensabile e preziosissima via di fuga agli abitanti del paese di Caltavuturo”.
Le parole di Liguori sono state accolte con amarezza, ma senza particolare meraviglia, dai deputati nazionali e regionali del M5S, che attaccano:”Troppi lati oscuri nell’operazione. Faremo di tutto per capire perché”.
Intanto sulla strada Lodigiani oggi si è recata una delegazione del quarto reggimento del Genio militare di Palermo per capire la fattibilità dell’idea progettuale del M5S.
“Ero lì assieme al collega Gianluca Rizzo- afferma la deputata alla Camera Azzurra Cancelleri – per un sopralluogo alla trazzera di Caltavuturo e ci siamo stupiti di questa presenza, perché a fronte di mesi di richieste per avere un parere dei militari, solamente oggi (dopo che ieri è stata fatta la conferenza dei servizi per andare avanti con il progetto presentato da Anas) è stato effettuato il sopralluogo. Attendiamo ora fiduciosi la relazione del comandante”.

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