A19 interrotta, autotrasportatori verso la protesta. Per Caltanissetta si allunga di due ore

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Per raggiungere Caltanissetta i mezzi pesanti che percorrono l’autostrada A19 in direzione Palermo-Catania sono costretti a uscire a Tremonzelli, percorrere le strade statali e provinciali fino a Enna e quindi tornare indietro.

E’ stata revocata da Anas la possibilità di utilizzo dello svincolo di Resuttano per i mezzi pesanti a seguito del divieto di transito sulla provinciale 19 imposto dal Libero consorzio di Caltanissetta. Il presidente del consorzio Aias (Associazione imprese autotrasportatori siciliani) Giuseppe Richichi, annuncia la possibilità di proteste veementi e anche di blocchi. “Noi vogliamo andare al fermo e bloccare tutto – spiega -. Non siamo solo noi autotrasportatori, i problemi sono di tutti. Fare il fermo non significa un abuso ma tutti devono scendere in piazza. Questo è un problema di tutti i siciliani. Se ci fermiamo lo facciamo per il bene di tutti”.

Il percorso alternativo per i mezzi pesanti eccedenti le 3,5 tonnellate prevede l’uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120, 117, 121 e la provinciale 33, il rientro in autostrada allo svincolo di Mulinello.

“In tutti questi anni si poteva pensarci prima visto il precedente del viadotto Imera. Hanno allungato i tempi e oggi ci troviamo in una situazione disastrosa. E voi su Caltanissetta lo sapete meglio di altri”, afferma Richichi a Radio CL1. L’interruzione dell’A19 in direzione Palermo-Catania è stata determinata da rischi di carattere statico del viadotto Cannatello tra Resuttano e Ponte Cinque Archi. “Abbiamo problemi sulla Catania-Messina, sulla Messina-Palermo e tutte le strade statali e provinciali non sono più percorribili. E’ gravissimo che in Sicilia si è arrivati al punto di non poter circolare”.

La situazione è ancor più complessa per la provincia di Caltanissetta. I mezzi pesanti diretti a Caltanissetta oppure a Gela, dovranno uscire a Tremonzelli, percorrere le statali e le provinciali fino a Enna e poi tornare indietro per raggiungere il capoluogo nisseno. Un percorso alternativo per i mezzi sopra le 3,5 tonnellate che comporta oltre due ore di viaggio in più. “Il problema è come arrivare a Enna. Uscendo a Tremonzelli quelle zone di Petralia le conosciamo, con la frana del viadotto Imera si usciva già a Tremonzelli e non solo noi autotrasportatori ma anche le corriere abbiamo passato guai – spiega il rappresentante degli autotrasportatori -. Sono impercorribili per i mezzi pesanti. E’ assurdo pensare di farle percorrere con i camion carichi, un incolonnamento indescrivibile. Anas e Regione sanno quale danno stanno creando all’economia dell’Isola? Significa isolare intere province non tenendo conto di chi va in ospedale, di chi va a scuola o all’università. Hanno bloccato un intero sistema”.

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