A Villa Barile conferenza sul tema del bullismo nelle scuole. Lo scrittore Enzo Russo: non sono qui per i bulli o per le vittime ma per coloro che stanno a guardare.

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Il preside dell'Istituto Mottura Salvatore VizziniPresentata dall’architetto Daniela Vullo, Cerimoniere del Lions di Caltanissetta, si è svolta venerdì 6 giugno, nella prestigiosa cornice di villa Barile, una conferenza sul tema scottante del bullismo nelle scuole.

Relatori della conferenza intitolata  “Anche la mafia va a scuola…Bullismo e dintorni” sono stati lo scrittore Enzo Russo graditissimo ospite, il Consigliere di Corte d’Appello Giovanbattista Tona ed il preside dell’Istituto Mottura prof. Salvatore Vizzini. “Oggi ci incontriamo per una conferenza – ha esordito il presidente del Lions dott. Salvatore La Rosa, dopo i saluti di rito – che si inserisce in un tema attuale che è la cultura della prevenzione. Ho cercato, in questo ambito, di trovare qualcosa di diverso, qualcosa di originale”.  Con la metafora di un neo che può diventare un melanoma ha accennato al bullismo ed al comportamento di chi lo esercita, definendo bullo quel ragazzo di giovanissima età che colpisce con Lo scrittore Enzo Russo durante uno dei suoi interventicomportamenti illegali, prepotenti e prevaricatori che, se non corretti, porteranno a costruire una personalità sempre più aggressiva.  Questa premessa ha dato la possibilità al preside Vizzini di introdurre l’interessantissima e originale iniziativa che lo scrittore Enzo Russo ha preso al fine di arginare un fenomeno che sempre più sta diventando una piaga per i  ragazzi, che il bullismo lo subiscono, ed anche per i familiari che cercano – purtroppo non sempre – di capire cosa può avere causato cambiamenti a volte radicali nel comportamento dei propri figli.

In pratica Enzo Russo, come solo le persone che “pensano” sanno fare, ha ideato un meccanismo che, coinvolgendo e responsabilizzando tutti i ragazzi delle scuole, i loro familiari e chiunque volesse aderire,  fa sì che il “bulletto di turno” abbia la vita difficile. “Voglio creare un gruppo di alunni anti bullismo” – sono, in Il convegnosintesi, le parole di  Enzo Russo al preside Vizzini nel corso di una sua visita. In ogni classe si individueranno i ragazzi, i docenti, i genitori  disposti a partecipare a questo progetto e ogni classe eleggerà un responsabile dello status di antibullismo che si chiamerà onorevole. L’insieme degli onorevoli costituirà il cosiddetto Parlamentino” con il compito principale di denunciare ogni episodio di bullismo”. Sedici scuole, nella provincia di Caltanissetta hanno già aderito con più di 8 mila aderenti, numero destinato ad aumentare perché ad ottobre si riprenderà l’attività.

Ci sono tre cose che causano ed alimentano questo fenomeno – ha detto Enzo Russo prendendo la parola – e sono 1) le famiglie borderline (genitori in galera, gente molto povera, molto ignorante  ecc.); 2) il normale istinto di sopraffazione che hanno i cani ed i gatti tra di loro, le persone ed i bambini per mostrare una superiorità nei confronti di chi hanno vicino. Superiorità che, alla loro età non può essere professionale né economica né di altro genere ma è di “piccola sopraffazione quotidiana”; al terzo posto, che è quello che mi interessa di più – ha continuato lo scrittore – una fondamentale diseducazione che proviene anche dalla scuola e dalla famiglia ed una assenza gravissima del senso della solidarietà. Quando vado nelle scuole spiego qual è l’operazione che mi L'avv. Nadia Lionti, il presidente Lions Vincenzo La Rosa e lo scrittore Enzo Russoprefiggo di realizzare e dico loro “non azzardatevi ad iscrivervi se non siete pronti a testimoniare perché la testimonianza è il primo atto di solidarietà nei confronti di chi ha subìto qualcosa e non create, all’interno della scuola, una Polizia antibullismo perché non ne avete il potere e, poi,  non è questo il mio scopo. Se c’è qualcuno che ha un problema è vostro dovere intervenire così come potrete sperare in futuro che qualcuno  intervenga in caso di problemi vostri”.

Enzo Russo ha continuato poi la sua dotta dissertazione affascinando l’attenta platea con i suoi toni semplici, pacati ma anche con il suo linguaggio, forbito nella sua semplicità , che arrivava  immediatamente a destinazione. A conclusione del suo primo intervento, rivolgendosi al dott. Tona, ha detto ”mi sono sempre chiesto: il magistrato, quando interroga un detenuto che abbia commesso un certo tipo di reati, conosce la sua storia personale? Gli chiede che famiglia ha avuto  da bambino”? Un assist insperato per il dott. Tona che non si è lasciata scappare l’occasione per dire una battuta. Bella domanda –  ha risposto il Consigliere Tona – bella domanda  chiedere ad un Giudice “quando interroghi uno accusato di avere commesso certi reati, ti racconta cosa ha fatto da bambino? Quello neanche ti racconta cosa ha fatto il giorno prima!”.  Battuta che, inevitabilmente, ha suscitato l’ilarità dei presenti.

Intervista allo scrittore Enzo Russo

Intervista al preside dell’Istituto Mottura Salvatore Vizzini

Intervista al Consigliere di Corte d’Appello Giovanbattista Tona

Il dott. Giovanbattista Tona“Di solito questi sono ragazzi – ha detto il Consigliere Tona – che cercano degli spazi per affermarsi nel loro gruppo di amici e trovano all’interno del territorio nel quale vivono dei riferimenti che consentono loro di proporsi come soggetti che hanno dei “numeri in più” rispetto agli altri. Il fare parte di un clan ma, ancora prima, il potere spendere la stima di un soggetto che è temuto e rispettato nel paese, nel quartiere o nel suo territorio, è un elemento che fa la differenza”. Un fenomeno che va combattuto, quindi, non solo attraverso l’educazione nelle famiglie e nelle scuole e cercando di convincere i bulli a desistere dai loro insani propositi ed atteggiamenti. E neanche cercando di proteggere le vittime che, alla fine, usufruiscono di tanti tipi di protezione legati alle Istituzioni, bensì convincendo tutti coloro che “stanno a guardare” di uscire da questa inerzia e denunciare quegli atti illegali che compromettono il vivere civile di ogni Società. Dai  ringraziamenti finali del dott. La Rosa, trapelava a chiare lettere la soddisfazione di avere organizzato un convegno di alto interesse sociale, da tutti seguito in religioso silenzio . È stato gettato un sasso nello stagno dell’indifferenza. Ma quanti seguiranno il loro esempio?

Un buffet offerto dal Lions ha poi concluso una serata ricca di insegnamenti e suggerimenti, provenienti da illustri relatori ai  quali è stata offerta una targa a ricordo dell’evento. 

Nota della Redazione: a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery – per farne uso pubblico – ricordiamo che la legge impone di citare la fonte e, quindi, nel caso specifico “Radio cl1″

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