A teatro per il FAI. Dopo il successo delle "Giornate di primavera", pieno di pubblico al Margherita.

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Com’è noto, la delegazione nissena del FAI – Fondo Ambiente Italiano –  da tre anni presieduto dal dott. Alessandro Narbone, autorevolmente coadiuvato, tra gli altri,  da Daniela Vullo responsabile della sezione Beni Architettonici della Soprintendenza di Caltanissetta,  ha dato vita ad una serie di di incontri e di tours guidati, coinvolgendo per la prima volta anche Mussomeli, volti a  stimolare l’amore e l’interesse per tutti quei siti che il mondo intero ci invidia e sensibilizzare tutti, nessuno escluso, a partecipare alla indispensabile raccolta di fondi per la quale,  a conclusione della 22ª edizione delle “Giornate FAI di Primavera”, martedì 25 marzo, presentato dalla bellissima attrice Adriana Tuzzeo , è andato in scena un piacevolissimo spettacolo in un Teatro Margherita, pieno nonostante la pioggia battente.

Dopo l’introduzione del presidente, Francesca Fiandaca direttore del Museo Diocesano, con la proiezione di un video ha illustrato alcuni beni nazionali di notevole importanza che si trovano sotto la tutela del FAI. “Nelle due giornate di Primavera, in tutta Italia, si sono mosse circa sei milioni di persone – dice con palese soddisfazione   il dott. Alessandro Narbone – e questo significa che il FAI sensibilizza…non è solo la giornata fuori porta ma anche una giornata di cultura…”

Ascolta il presidente della delegazione FAI nissena, Alessandro Narbone

Ma andiamo allo spettacolo aperto dallo straordinario Coro delle voci bianche formato da trentotto bambini della scuola elementare Don Milani. “Confesso di essere in ansia – ci ha detto il maestro Rosario Randazzo, direttore del coro – perchè, com’è facilmente intuibile, non è facile tenere a bada tanti bambini non abituati al pubblico e ancora troppo piccoli per potersene stare tranquilli al loro posto. Maestro – chiedeva addirittura qualche bambino –  ma poi c’è la ricreazione”?  Per fortuna il carisma del maestro Randazzo e l’affiatamento che ha saputo creare hanno superato brillantemente l’ostacolo ed il risultato è stato veramente sorprendente sin dall’inizio quando i bambini hanno intonato l’inno di Mameli. Applausi scroscianti e breve pausa, prima di lasciare la scena ad un complesso musicale al quale tutt’oggi siamo sinceramente affezionati: I Gabbiani.

Intervista architetto Daniela Vullo

Se i bravi musicisti dello storico  complesso si erano messi in testa di emozionare il pubblico, hanno avuto vita facile non soltanto per i brani suonati che ci hanno riportato indietro negli anni ma anche per il trasporto e l’impegno con cui lo hanno fatto. Alessandro Narbone (chitarra basso) e Mario Lombardo (tastiere e voce) tra i nomi storici del complesso al quale, da qualche tempo, si sono associati Carlo Marchese (tastiere e voce) Toti Santoro (1ª chitarra)  Gaetano Sanfilippo

( 2ªchitarra) e Armando Curatolo (batteria). Importantissima, anche sul piano dell’effetto scenico, la presenza di quattro graziose coriste –  Alessandra Dibartolo, Gisella Maira, Antonella Mannino e Assunta Tittiro – che hanno non soltanto integrato ed arricchito l’esibizione del complesso ma hanno  conferito allo spettacolo una simpatica nota di originalità:  Ma le sorprese non sono ancora finite perché il noto penalista Emanuele Limuti, con la sua fisarmonica, ha fatto un regalo al pubblico nisseno suonando un’appassionata “Luna Rossa”.

“È un appassionato della musica e della fisarmonica – dice ai nostri microfoni il simpatico professionista- che compie un atto d’amore verso il FAI e quindi…” . Ascolta.  Intervista avv. Emanuele Limuti

Conclusasi la parte musicale, è stata la volta degli studenti del Liceo Classico Ruggero Settimo che si sono esibiti, in replica,  nello spettacolo dal titolo “Vorrei essere me” scritto e diretto dalla regista Stefania Zigarella, andato in scena la prima volta il 18 marzo scorso nell’Aula Magna del Liceo Classico Ruggero Settimo con la partecipazione di cinque ragazzi ospiti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Caltanissetta.  Uno spettacolo che ha raccontato emozioni con tutte le loro varianti e i dialoghi, spesso conflittuali,  che si intrattengono con la propria anima quasi fosse un’interlocutrice abituale  e dai quali, alla fine, non scaturiscono le risposte che vorremmo. 

La consegna di targhe ricordo a coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento ha concluso una serata da ricordare non soltanto per lo spettacolo che ci ha offerto ma anche e, soprattutto, perché sia sempre vivo  in ognuno di noi l’amore e l’attaccamento all’ambiente e a quel patrimonio artistico che la natura e la storia ci hanno regalato.

26 marzo 2014

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