A Caltanissetta l’assemblea dei ‘sudisti’ di Pino Aprile per un candidato unico alla Regione

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“La società siciliana si va svegliando. L’assemblea di Pergusa ha segnato l’inizio di un percorso politico nel quale autonomisti, sicilianisti, indipendentisti e meridionalisti daranno a dare vita a un’alleanza in vista delle elezioni regionali del 2022. Finalmente, a parte qualche defezione irrilevante, le ragioni dello stare insieme stanno prevalendo sulle divisioni. Il 12 Giugno, nei saloni dell’Hotel San Michele di Caltanissetta, si comincerà a ragionare su un candidato unico per le elezioni del presidente della Regione siciliana del prossimo anno”. Lo dice Franco Calderone, coordinatore, in Sicilia, di Equità Territoriale (ET), il movimento fondato dallo scrittore e giornalista Pino Aprile.
“Quanto sta avvenendo, per la Sicilia, è un fatto politico rilevante. Si va diffondendo la consapevolezza che i partiti politici nazionali, al di là delle belle parole, non fanno gli interessi della Sicilia e non fanno gli interessi del Sud. Alla nostra Isola serve un soggetto politico che faccia i reali interessi dei siciliani. L’assemblea di Pergusa dei giorni scorsi e l’appuntamento del 12 Giugno a Caltanissetta segnano un cammino politico che punta a mettere insieme esperienze diverse legate da un denominatore comune: la difesa della Sicilia. E’ un fatto molto importante nel momento in cui lo Stato sta provando a scippare al Sud e alla Sicilia oltre 70 miliardi di euro di Recovery Plan e 2 miliardi di euro di fondi agricoli. Fare squadra per difendere la nostra Isola da queste aggressioni colonialiste è un passaggio fondamentale per aiutare i cittadini siciliani a riflettere sul male che i partiti politici nazionali hanno fatto e continuano a fare alla Sicilia. Dobbiamo avere la forza e la determinazione per illustrare ai cittadini siciliani che quando Lega, PD, Movimento 5 Stelle, Italia Viva di Renzi e i vari ‘pezzi’ della sinistra nazionale avallano lo scippo di oltre 70 miliardi di euro al Sud e alla Sicilia  tolgono investimenti, posti di lavoro e servizi ai cittadini del Sud e della Sicilia. Dobbiamo illustrare ai cittadini del Sud e ai cittadini siciliani che quando i Partiti nazionali tolgono i fondi all’Agricoltura del Sud e della Sicilia impoveriscono gli agricoltori del Sud e della Sicilia, costringendo cittadini meridionali e siciliani a portare sulle proprie tavole prodotti agricoli di scarsa qualità, spesso contaminati. La battaglia sta cominciando. E noi siamo determinati ad andare fino in fondo. Sappiamo che ormai da anni oltre il 50% dei Siciliani non va più a votare. E noi dobbiamo convincere questi Siciliani e, in generale, i Siciliani a sostenere, il prossimo anno, la nostra proposta politica”.

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