A Caltanissetta la posa delle pietre d’inciampo in memoria dei deportati nisseni morti nei campi di concentramento

Con la posa delle prime pietre d’inciampo – richieste dal Museo diocesano “Mons. Giovanni
Speciale” e dal Lions Club di Caltanissetta con la collaborazione della Soprintendenza BB.CC.AA. e del Comune di Caltanissetta – si apre anche nella nostra città il pozzo profondo della storia.
Sono piccole targhe di ottone della grandezza di un sampietrino su cui è inciso il nome di chi è stato deportato, ridotto a un numero, privato di ogni dignità: pietre di inciampo, l’inciampo dello sguardo e della mente di quanti vi si imbattono anche per caso e non possono fare a meno di sostare e di riflettere.
Ideate dall’artista berlinese Gunter Demnig, le stolpersteine sono collocate sul selciato delle vie in molti paesi europei davanti ai luoghi dove abitavano o lavoravano le vittime della violenza nazifascista, come tessere di un mosaico diffuso della memoria che si accresce nel tempo insieme al bisogno di non dimenticare. Quando nel 1990 a Colonia, durante l’inaugurazione di un monumento commemorativo alle vittime sinti della shoah, l’artista sentì levarsi la voce di una donna che negava il fatto mettendone in dubbio la veridicità, intuì la gravità di quella contestazione e volle ‘costruire’ il più grande monumento diffuso d’Europa attraverso la posa dI piccole pietre di ottone che ricordassero ciascuna una persona. Iniziò nel quartiere berlinese di Kreuzberg, per poi espandere a macchia d’olio le pose: negli anni ha collocato più di 75.000 stolpersteine in 20 nazioni.
Afferma Alberta Levi Temin, ebrea, testimone delle persecuzioni naziste: “Non è solo un ricordo; è un modo per restituire loro il nome, affermare che non sono dimenticati, riportarli a casa”.
Anche a Caltanissetta si è deciso di riportare a casa chi si è rifiutato di piegarsi alla violenza
nazifascista e ha pagato con la vita in campo di concentramento una scelta di libertà. Si tratta di deportati classificati come Schutz, cioè oppositori politici al regime, che dalla nostra città si erano spostati altrove, ma che qui hanno avuto i natali. Non solo nomi che appartengono al nostro territorio ma persone i cui cari continuano a vivere con noi: Giuseppe Costa, Alfonso Graci, Lucio Lacagnina, Lucio Pernaci, Carmelo Rizzo, Michele Tarantino.
Le pietre saranno collocate in due siti differenti limitrofi ai luoghi dove i deportati sono nati:
 alle ore 11.00 in corso Umberto I, sul marciapiede in prossimità dell’incrocio con via
Lincoln in memoria dei deportati Costa Giuseppe, Graci Alfonso e Tarantino Michele;
 alle ore 12.00 in corso Vittorio Emanuele II in prossimità della scalinata di via Palestro in
memoria dei deportati Lacagnina Lucio, Pernaci Lucio, Rizzo Carmelo (Leggi qui la scheda personale)
Qui, alla presenza delle Autorità ecclesiastiche, civili e militari, si svolgerà la cerimonia ufficiale con il coinvolgimento dell’Associazione Onde donneinmovimento che nello stesso giorno intitoleranno a Giuseppina Panzica – nostra concittadina decorata di medaglia d’oro al merito civile quale “splendido esempio di straordinario coraggio e di incrollabile fede nel valore della libertà” – l’attuale via Piazza Armerina.
Intermezzi musicali a cura dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Bellini di Caltanissetta. Letture a cura degli studenti del Liceo Ruggero Settimo. Una virtuosa sintesi di energie e di iniziative tese a rafforzare l’identità attraverso il senso di appartenenza: un lascito per il futuro.
La Città è invitata a partecipare

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