A Caltanissetta consiglio a vuoto su Ato CL1. La Giunta comunale: “Primato della politica si esprime con libertà d’azione”

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La Giunta comunale, su espressa richiesta dei consiglieri comunali pervenuta durante la seduta monotematica di fine giugno aveva già in quella data comunicato che i risultati della relazione di due diligence sull’Ato Ambiente CL1 sarebbero stati condivisi con il Consiglio Comunale, massimo Organo democratico della città. Ciò al fine di rendere pienamente trasparente un percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale a tutela degli interessi della collettività e al contempo per consentire all’Organo consiliare di esercitare pienamente le proprie prerogative d’indirizzo e controllo sugli atti adottati e le azioni intraprese.

A confermare, soltanto pochi giorni fa, l’interesse del Consiglio comunale ad approfondire i risultati dell’operato del Prof. avv. Alberto Stagno D’Alcontres, è stata la stessa conferenza dei capigruppo che ha votato la convocazione del civico consesso per la data del 25 marzo. Constatiamo invece l’assenza di numerosi consiglieri comunali che ha provocato la mancanza del numero legale nella seduta.

Corrisponde al vero che al momento la relazione è segretata al fine di tutelare l’ente in eventuali giudizi così come va però sottolineato che tale segreto non è rivolto ai consiglieri che hanno pieno accesso agli atti. Per favorire il dibattito in aula la Giunta aveva anche allegato alla richiesta una sintesi della relazione a firma del prof. D’Alcontres.

La relazione, come già spiegato in precedenza, risponde in maniera puntuale alle domande poste dall’amministrazione comunale sulla situazione debitoria e creditoria tra Comune e Ato ambiente CL1 in liquidazione. Lo fa, prima di tutto, sotto il profilo giuridico amministrativo che è proprio il punto focale su cui si sarebbe discusso. Il primato della politica, infatti, si esprime nella massima libertà d’azione degli organi rappresentativi, tanto più quando essi hanno funzione d’indirizzo e controllo come il Consiglio comunale.

L’amministrazione comunale pur accantonando in bilancio le somme per evitare qualunque rischio di disequilibrio, per chiudere la fase liquidatoria dell’Ato rifiuti intendeva definire il giusto rapporto tra debito e credito, tenuto conto di una circostanza dirimente per qualunque amministratore pubblico: l’Ato ambiente CL1 non porta in assemblea i bilanci d’esercizio dal 2013. Il diniego all’accesso agli atti da parte dell’Ato ha rallentato il lavoro di due diligence che è stato comunque portato a termine grazie alla professionalità dell’esperto incaricato.

In sintesi la relazione stabilisce che non vi è nessuna norma di legge o statutaria che consente di ribaltare automaticamente ai Comuni i debiti contratti dall’Ato con i propri fornitori, così come non è possibile addossare ai Comuni sic et simpliciter l’onere di coprire i mancati introiti della Tarsu. Il Comune, soltanto dopo l’approvazione dei bilanci d’esercizio, può intervenire per i costi sostenuti dall’Ato per il servizio effettivamente reso per la propria utenza, nel suo territorio, al netto delle anticipazioni effettuate e della Tarsu riscossa dall’Ato.

Si ricorda che il Comune di Caltanissetta svolge in proprio il servizio d’igiene urbana dal 2013 mentre i debiti dell’Ato si riferiscono a periodi precedenti in cui vigeva il regime di Tarsu. Questo significa che grazie all’azione di trasparenza avviata sui rapporti di credito/debito e agli accantonamenti effettuati, le tasche dei cittadini sono tutelate così come le casse dell’Ente.

Abbiamo lavorato per salvaguardare l’interesse collettivo e continueremo a farlo nel solco della trasparenza, così come testimoniato dalla volontà di rendere edotto il Consiglio comunale dei risultati della due diligence.

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