A caccia di indizi. Squadra Mobile a lavoro per individuare il molestatore dell'auto rossa

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Vanno avanti a ritmo serrato le indagini per dare un volto e un nome al “molestatore del portone”. Quello che nella prima serata di lunedì – e non a tarda ora come inizialmente si era appreso – s’è intrufolato nell’androne di un palazzo di via Benedetto Croce, assaltando una ragazza di 17 anni che ha palpeggiato nelle parti intime ed è scappato quando la vittima ha gridato, attirando l’attenzione di alcuni inquilini.
In queste ore il caso è all’attenzione dei poliziotti della sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile, che ha già raccolto la testimonianza della diciassettenne, di alcuni residenti del condominio e di una donna che quella sera, mentre passeggiava con il cane, per pochi istanti ha incrociato il molestatore che fuggiva a piedi prima di salire a bordo di un’auto di colore rosso. Inizialmente si parlava di una Fiat Punto vecchio tipo rossastra e col cofano sbiadito, ma in un secondo momento la testimone non ha saputo indicare il modello esatto specificando comunque che si trattava di una vettura di piccola cilindrata.
E poi c’è quell’identikit che la ragazza ha fornito agli investigatori, che però non ha riconosciuto il suo aggressore tra le foto di persone conosciute per aver commesso crimini sessuali contenute nell’album che le è stato mostrato.
Alcuni particolari sono emersi: alto all’incirca sul metro e sessanta, sui 25 anni, corporatura snella. E al momento dell’assalto indossava un berretto di lana scuro. Resta da capire se il molestatore abbia scelto una vittima a caso, oppure la ragazza era già nel mirino del balordo e allora ha atteso che rientrasse per inseguirla fin dentro il portone per saltarle addosso. Parallelamente, alla Mobile stanno passando al setaccio numerosi filmati estrapolati dagli impianti di videosorveglianza di negozi e palazzi che ricadono lungo il tragitto percorso dal maniaco sia a piedi che durante la fuga in auto. Alcuni video sono già stati esaminati dalla Polizia, ma le immagini non sono di ottima qualità mentre altre sono di buona risoluzione. Ed è su questi frame che si sta catalizzando l’attenzione della Squadra Mobile. Tanti i tasselli da assemblare per chi indaga: non si esclude che l’aggressore sia un giovane nisseno né che venga dai Comuni dell’hinterland. La caccia al bruto sull’auto rossa è aperta.

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