A-19 interrotta, Milazzo "Non serve lo stato d'emergenza per realizzare subito la bretella"

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“Dopo il cedimento di una campata del viadotto di Scillato sulla A 19 avvenuto il 10 aprile scorso, se escludiamo l’intervento dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture presso R.F.I. per il potenziamento della linea ferroviaria, il clima di interventismo generatosi a seguito dell’onda motiva, sembra purtroppo essere in stallo, con conseguenti ritardi, inquadrati in un amaro sottofondo di rimpalli di responsabilità, che stanno assumendo effetti demoralizzanti sulla popolazione, per nulla interessata ad inutili polemiche, costretta a subire disagi e rischi continui”. Lo afferma l’architetto Andrea Milazzo, ex assessore della giunta comunale che illustra anche una soluzione che nessuno aveva fino ad oggi trovato, sebbene sia molto semplice nella sua essenza. L’Anas deve garantire per legge la viabilità. La bretella di collegamento, il by pass per la A.-19, costa due milioni di euro, una cifra che rende il progetto cantierabile indipendentemente dalla dichiarazione dello stato di emergenza. Così Milazzo dimostra che se si volesse, con una conferenza di servizi ed una procedura d’urgenza, si potrebbero avviare i lavori.

L'architetto Andrea Milazzo
L’architetto Andrea Milazzo

“La deviazione che costringe ad uscire a Scillato, a percorrere la statale fino a Polizzi Generosa e poi a raggiungere lo svincolo di Tremonzelli (e viceversa), e’ infatti un collegamento critico, stretto, privo di vie di fuga e possibilità di fermarsi, la cui sotto struttura stradale presenta vistose soluzioni di continuità, indizio dell’instabilità della stessa”.
“E’ noto che detto collegamento non potrà assicurare la propria funzione in condizioni di cattivo tempo nella prossima stagione invernale, ed è altrettanto chiara anche ai meno esperti l’estrema urgenza di garantire la realizzazione della “bretella provvisoria’ entro la stagione estiva, il cui costo preventivato e’ di “soli” due milioni di euro, goccia nel mare rispetto ai danni che i siciliani stanno subendo quotidianamente a causa dell’interruzione dell’arteria più importante della Regione”.
“L’Anas – prosegue Milazzo – ha annunciato il 28 aprile scorso, ormai quindici giorni fa, che il progetto per la bretella provvisoria è pronto, ma per avviare l’iter di approvazione si aspetta la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo, che a detta di autorevoli esponenti dello Stesso, sarebbe ancora in stand by in attesa di documentazione da parte della Regione, e ciò nonostante un sopralluogo avvenuto un mese or sono dal neo Ministro delle Infrastrutture Graziano del Rio e le recentissime rassicurazioni del Ministro dell’Interno Angelino Alfano”.
“Non entro nel merito del procedimento di declaratoria dello stato di emergenza, ancorchè, per la verità, nessun elemento è stato diffuso dagli organi competenti in ordine alla natura della documentazione richiesta, e non ottenuta, per cui mi associo all’auspicio di tutti che la querelle tra Stato e Regione si concluda rapidamente. Non mi sottrarrò comunque, in virtù dell’esperienza amministrativa, di ricordare che i provvedimenti di urgenza possono e devono essere caratterizzati da un’istruttoria estremamente semplificata e deformalizzata, sopratutto, come in questo caso, quando l’emergenza ed i pericoli potenziali ulteriormente causati dai ritardi sono così ovvi è direttamente constatabili”.
Milazzo indica “la soluzione di avviare immediatamente l’iter per la realizzazione della bretella provvisoria, anche in assenza della declaratoria dello stato di emergenza da parte del Governo, ancorché, come detto, il costo dell’opera provvisionale e’ di soli due milioni, cifra che in considerazioni dei danni e rischi presenti e potenziali appare assolutamente ragionevole impegnare da parte di A.N.A.S.”.
“L’Ente ha infatti tra i suoi obiettivi statutari ed obblighi, quello di dover assicurare la viabilità.
Indipendentemente dalle responsabilità delle cause della frana che ha causato il cedimento del viadotto, che dovranno essere accertate per addebitare i danni diretti ed indiretti di questo disastro ai responsabili, A.N.A.S., nelle more della definizione del procedimento per la dichiarazione di emergenza, avrebbe potuto, e comunque potrebbe ancora accelerare l’iter per la realizzazione dell’opera, trasmettendo il progetto (definitivo o esecutivo) della bretella provvisoria agli Enti Locali nel cui territorio verrà realizzata l’opera, chiedendo l’organizzazione della conferenza dei servizi ai sensi della legge 241/90 ed acquisire così i necessari atti di assenso da parte delle autorità preposte”.
“A seguito della chiusura della conferenza dei servizi, il progetto potrebbe essere validato, avviato il procedimento di espropriazione, ed appaltate le opere con procedura d’urgenza, giustificata dalla situazione, che a modesto avviso dello scrivente e’ apprezzabile nello stesso potere discrezionale da parte dello stesso Responsabile del Procedimento, con il solo elemento motivo di dover scongiurare la potenziale esposizione di A.N.A.S. ad azioni risarcitorie per i ritardi (salvo naturalmente il diritto di rivalsa)”.
“Detta soluzione potrebbe essere promossa e sostenuta direttamente dai Sindaci di tutti i comuni interessati, dei quali territori (il nostro compreso) stanno subendo danni ingenti.
In detto contesto un ultimo pensiero non può non andare a Caltanissetta, che ad ulteriore appesantimento della situazione determinatosi sta subendo da settembre 2014 la chiusura della bretella di raccordo, con impegni dell’A.N.A.S. sulla riapertura della stessa rinviati di volta in volta. Detta condizione sta ulteriormente concorrendo ad aggravare la situazione viaria. Il nostro territorio e’ fragile e non può permettersi di rimanere isolato per periodi così lunghi.
E’ compito del Comune vigilare affinché, almeno l’ultimo impegno assunto dell’apertura ad ottobre, venga rispettato”, conclude l’architetto Andrea Milazzo.

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