Sovraffollamento, carenza di personale e spazi inadeguati per le attività educative: sono queste le principali criticità che emergono dalla situazione della casa circondariale di Caltanissetta. A sollevare il tema è Italia Viva – Casa Riformista, che propone l’istituzione di un tavolo territoriale permanente per affrontare in modo strutturato le problematiche del sistema penitenziario locale.Secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’istituto ospita oltre 250 detenuti, confermando una condizione di sovraffollamento ormai stabile. A questo si aggiunge una significativa carenza di personale educativo – meno di cinque educatori – e una riduzione dell’organico della polizia penitenziaria, particolarmente critica nelle ore notturne.Queste condizioni incidono direttamente sulla qualità della vita all’interno del carcere e limitano le opportunità di accesso a percorsi formativi e trattamentali. Anche gli spazi destinati alle attività educative risultano insufficienti, rendendo più difficile costruire programmi efficaci di reinserimento sociale.Italia Viva sottolinea come il carcere non debba essere considerato esclusivamente un luogo di detenzione, ma uno strumento di rieducazione, come previsto dalla Costituzione. Da qui la proposta di creare un tavolo di confronto che coinvolga istituzioni, direzione penitenziaria, enti locali, servizi sociali, Terzo settore e realtà produttive del territorio.L’obiettivo è individuare soluzioni concrete per migliorare le condizioni dell’istituto e sviluppare percorsi di inclusione socio-lavorativa per i detenuti. Tra le iniziative ipotizzate, la promozione di laboratori formativi, attività professionalizzanti e opportunità di lavoro, sia all’interno del carcere sia nella fase di reinserimento esterno.Particolare attenzione viene riservata al ruolo del Terzo settore e delle cooperative sociali, anche alla luce degli strumenti previsti dal Codice del Terzo settore, come co-programmazione e co-progettazione, che permettono di sviluppare interventi condivisi.Esperienze analoghe in altre realtà italiane dimostrano che investire in formazione e lavoro contribuisce a ridurre la recidiva e a migliorare la sicurezza complessiva. Per questo, Italia Viva invita tutti gli attori locali a partecipare a un percorso condiviso, finalizzato alla costruzione di un modello stabile di collaborazione.Il tema del carcere, conclude il movimento, non è marginale ma centrale per la qualità del sistema democratico e per la capacità delle istituzioni di trasformare la pena in un’opportunità di cambiamento reale.
Caltanissetta, sovraffollamento e carenza di personale: Italia Viva propone un tavolo permanente sul carcere





