7 ore e 30 minuti di invettive e malumori. La cronaca del consiglio comunale sul bilancio consuntivo

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(di Tony Maganuco) 7 ore e 30 minuti. Questa la durata del consiglio comunale svoltosi ieri con unico ordine del giorno: approvazione del bilancio consuntivo, poi approvato oggi nella seduta in seconda convocazione.

Sono le 16,30: ad aprire i battenti della seduta è il neo assessore al bilancio Maria Grazia Riggi, che, fatto innovativo in consiglio, illustra il bilancio consuntivo su schermo con tanto di grafici.

Primo sentore di un pomeriggio ansiolitico si ha con l’intervento del presidente del collegio dei revisori dei conti Andrea Ferrante che bacchetta la giunta evidenziando alcune mancanze nei rapporti col collegio, che culmina( sarebbe ironico, ma non lo è) con la richiesta di “almeno” una stanza munita di collegamento interno per accedere ai dati del comune.

Prende tanti applausi, quelli dell’opposizione sono più scroscianti, qualcuno dichiara ” oggi abbiamo un nuovo membro all’opposizione…”

Già l’opposizione: Aveva il potere, avendo i numeri, di bocciarlo questo bilancio. Ma la conseguenza sarebbe stata quella di mandare a casa solo il consiglio comunale . Questo stabilisce l’anomala legge in vigore. Ruvolo e la giunta sarebbero rimasti al governo mentre il consiglio comunale sarebbe stato rappresentato da un commissario. Legge però aperta a libere interpretazioni che non sfuggono al consigliere del M5S Giovanni Magrì che nel suo intervento insiste sulla possibilità che bocciando il bilancio “andiamo tutti a casa, Sindaco compreso”. Quale migliore occasione per l’opposizione per mettere in pratica la tanto sbandierata sfiducia,

Sono le 20,00: E’ il momento del panico: Magrì invia su wsap il messaggio ai consiglieri di opposizione andati via, per esortarli a tornare, votare e mandare a casa tutti.

L’intera maggioranza comincia a preoccuparsi : dal gruppo PD partono wsap, sms, telefonate anche al vicino di casa del consigliere Scalia per rintracciarlo e farlo tornare in aula. Scalia che, come comunicato ai colleghi di partito sarebbe andato via non oltre le 20,15. L’Udc è imbarazzato con gli alleati per non poter giustificare l’assenza di Oriana Mannella, che si dice nei corridoi, non avrebbe mai approvato quel bilancio. Comunque irrintracciabile.

Si entra e si esce dall’aula, incontri a porte chiuse, a volte aperte, si sospende, si riprende e si arriva al dunque. L’opposizione tra incudine e martello sfoga “il non voto” con interventi di bocciatura politica e severa lezione verso il primo cittadino, che impassibile ma con il sorriso di circostanza ed evidente volto nero, ascolta… e con molta probabilità, per la prima volta si rende conto in modo pratico, di rischiare grosso.

Diventa nero anche il consigliere PD Francesco Dolce, che perde le staffe quando il consigliere Magrì gli da del “caprone” ritenendo inaccettabile un’offesa del genere in un consiglio comunale e chiedendo al presidente Leyla Montagnino di allontanarlo dall’aula. Ma il pentastellato anticipa il presidente con tanto di scuse.

Ci si rilassa con l’intervento del segretario generale chiamato in causa per avere chiarimenti sulla legge incriminata. La conferma arriva, se si boccia va a casa solo il consiglio comunale.

Chi non si rilassa è il ragioniere generale Claudia Bennardo che pensa a quei 4 milioni e 500 mila euro che il comune rischia di perdere se non ci si affretta ad approvare questo benedetto bilancio consuntivo.

Non si approverà stanotte, malgrado i dubbi sulla interpretazione della legge e le provocazioni di Magrì, nessuno se la sente di rischiare, mentre la maggioranza fa i conti sulla loro contrastante fragilità.

Così intorno a mezzanotte si spengono i riflettori ed una pagina della politica nissena che di politica ha visto ben poco.

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