Estorsione ad uno steward, tre condanne dal GUP

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Arrivano tre condanne, non per sequestro come chiedeva la Procura, ma per estorsione ai danni di uno steward di Caltanissetta. Il GUP David Salvucci ha condannato i tre imputati, col rito abbreviato, tre nisseni inizialmente accusati di sequestro di persona a scopo estorsivo aggravato dal metodo mafioso, riqualificando le accuse in estorsione aggravata per il commerciante nisseno Antonino Marcello Ferraro (condannato a 5 anni e 6 mesi di carcere, più al pagamento di una multa di 4.600 euro) e il giovane pentito Elia Di Gati: 1 anno, 8 mesi e 20 giorni più ad una multa da 400 euro.

Accuse riqualificate per Eros Bruzzaniti, condannato per tentata estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa: 2 anni e 8 mesi e 2.234 euro, la condanna inflitta. La Procura aveva sollecitato condanne a 16 anni e 10 mesi ciascuno per Bruzzaniti e Ferraro e 3 anni e 8 mesi per il pentito Di Gati. L’inchiesta della Squadra Mobile di Caltanissetta aveva portato all’arresto di Ferraro e Bruzzaniti – poi tornati liberi – perché accusati di aver partecipato al sequestro dell’ex assistente di volo della Ryanair, un giovane di Caltanissetta che nel 2009 venne prelevato da

Elia Di Gati - collaboratore di giustizia
Elia Di Gati – collaboratore di giustizia

una villetta di Xiboli. Fu il pentito Di Gati a raccontare che quella sera insieme a Bruzzaniti e ad altri ragazzi lo costrinsero ad andare a casa per consegnargli una somma di denaro – 5mila euro, in parte in sterline. Nino Ferraro entrò in una seconda fase, quando fu lo stesso steward a interpellarlo perché mediasse con Elia Di Gati, consegnandogli una parte dei soldi e un computer.

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