Minori, il Centro d’accoglienza a rischio chiusura. La Cgil: “Un arretramento dello Stato”

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La Cgil e la Funzione pubblica siciliane, con i segretari generali Michele Pagliaro e Michele Palazzotto, intervengono sull’annunciata chiusura del Centro di prima accoglienza per minori di Caltanissetta, prevista nell’ambito di una proposta, ancora in discussione, di riorganizzazione del Dipartimento di giustizia minorile.

Quello che rischia di saltare o di andare incontro a un processo di riconversione è, in particolare, il servizio di Comunità maschile. Sul tema è attualmente in corso una consultazione dei soggetti interessati, tra cui i sindacati che hanno già espresso la propria contrarietà. “Si tratta indubbiamente di un arretramento dello Stato – dicono Pagliaro e Palazzotto – che peraltro non trova riscontro e motivazione nei numeri che testimoniano al contrario l’indispensabilità di questa struttura”.

Il centro in questione fa parte di una serie di Comunità presenti soprattutto nel Sud del paese, ma anche in città come Genova e Bologna, piccole strutture che ospitano temporaneamente, su disposizione della Procura della Repubblica, minori arrestati o fermati perché autori di reati, che non è possibile consegnare ai genitori o ad affidatari. Quello di Caltanissetta è tra i più attivi con 21 collocamenti nel 2014 e una presenza media giornaliera di circa 7 minori, pari alla media nazionale.

“La proposta di chiusura è dunque incomprensibile – affermano i due sindacalisti – alla luce del ruolo che la struttura esercita sul territorio anche in termini di funzioni di supporto in favore dell’esecuzione penale esterna, funzioni che potrebbero essere confermate evitando così la chiusura del Centro nel panorama italiano , lo ribadiamo, non giustificata dai flussi di utenza”.

La notizia fa il paio con l’approvazione dell’emendamento approvato in commissione Giustizia alla Camera, firmato dalla presidente Donatella Ferranti, Pd, e inserito nell’ambito della delega al governo per la riforma del processo civile, con cui si sopprime il Tribunale per i minorenni, accorpandolo ai Tribunali ordinari, distrettuali e circondariali, con sezioni specializzate.

Anche la Procura per i Minori, sarà trasferita con personale e nuclei di polizia giudiziaria al seguito.

La legge parla di «sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori».

Area Penale per reati commessi da chi ha meno di 18 anni, adozioni, minori non accompagnati o richiedenti asilo, saranno materia delle sezioni dei Tribunali più grandi; stato di famiglia, divorzi, separazioni resteranno in carico a quelli provinciali dove i magistrati non eserciteranno funzioni in via esclusiva ma potrebbero occuparsi, all’occorrenza, anche di altro.

A livello distrettuale, invece, ci sarà un giudice e un procuratore aggiunto che si occuperanno, qui sì esclusivamente, di diritto di famiglia e dei minori

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