32° anniversario del Procuratore di Palermo Costa. Il magistrato nisseno che fu anche Partigiano

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Gaetano CostaQuando ancora in Sicilia in tanti negavano l’esistenza stessa della Mafia quale organizzazione complessa con una precisa gerarchia funzionale, il giudice Gaetano Costa, magistrato nato a Caltanissetta e ucciso a Palermo quando era procuratore capo, era tra i primi ad aver intuito che la mafia aveva subito una radicale mutazione e che si era annidata nei gangli vitali della pubblica amministrazione controllandone gli appalti, le assunzioni e la gestione in genere.

Ascolta Giovanbattista Tona intervistato nel servizio di Alberto Sardo in onda su CL 1 notizie

Giorno 6 agosto ricorre il 32° Anniversario della morte del magistrato Gaetano Costa, già Procuratore della Repubblica di Caltanissetta. L’Associazione nazionale magistrati, sezione di Caltanissetta, ha indetto per il giorno 7, alle ore 11.30, presso l’Aula di questa Corte di Assise intestata al magistrato ucciso, una breve cerimonia commemorativa, alla quale prenderanno parte anche i familiari del dottor Costa. Ne da notizia la sezione distrettuale dell’ Anm in una nota a firma del segretario, Alessandra Giunta e del presidente Giovanbattista Tona. “Sarà l’occasione – scrivono Tona e Giunta – per rinnovare il ricordo di un uomo di grande levatura morale e professionale, capace di capire la pericolosità delle organizzazioni mafiose e di rivendicare la superiorità dello Stato quando ancora in molti indulgevano al compromesso. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare”. Gaetano Costa fu anche partigiano, quando da ufficiale dell’aviazione si unì alla resistenza in Val di Susa. Quando arrivò a Palermo Gaetano Costa venne osteggiato e isolato. “Vengo, disse in un ambiente dove non conosco nessuno, sono distratto e poco fisionomista. Sono circostanze che provocheranno equivoci. In questa situazione è inevitabile che il mio inserimento provocherà anche dei fenomeni di rigetto. Se la discussione però si sviluppa senza riserve mentali, per quanto vivace, polemica e stimolante, non ci priverà di una sostanziale serenità”. Così non fu e il rigetto sembrò destinato a permanere nella magistratura e nell’avvocatura del Palazzo di giustizia di Palermo. E non lontano dal Tribunale, in via Cavour, venne ucciso il giudice Costa che morì dissanguato nel marciapiede.

Gaetano Costa PartigianoL’assassinio di Gaetano Costa è tutt’oggi uno dei misteri d’Italia, dal momento che non ci sono condannati per il delitto e neanche una ricostruzione processuale che si avvicini alla verità storica in cui maturò il delitto.

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