300 euro a famiglia per bottiglie di minerale, +20% tariffa del servizio idrico. La Cisl: “Infrastrutture inadeguate”

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“Circa 300 euro a famiglia per l’acquisto di acqua in bottiglia (consumo pro capite più alto in Italia) a cui si sommano i costi per le bollette dell’acqua distribuita nelle case, le cui tariffe sono state appena aumentate del 20% e l’assenza, in ampie zone, del servizio di depurazione delle acque reflue. Continue ordinanze sulla non potabilità dell’acqua e distribuzione (nel migliore dei casi) a giorni alterni. Ritardi dei sindaci della provincia di Caltanissetta sull’attivazione dell’Assemblea Territoriale Idrica, nuova autorità d’ambito chiamata a calmierare le tariffe”.

Su questi temi si terrà venerdì 2 Settembre 2016, alle ore 9,30 presso la sala conferenze della CISL in via C. Pulci 9/b a Caltanissetta, una conferenza stampa per chiarire alcune problematiche relative al servizio idrico.

Saranno presenti il Segretario Generale della Cisl Agrigento-Caltanissetta-Enna, Emanuele Gallo, il Presidente di Adiconsum Sicilia, Vincenzo Romeo, il Presidente Adiconsum Ag-Cl-En Giuseppe Impaglione e il legale dell’ufficio vertenza della Cisl Angelo Urrico con i rappresentanti dei comitati di quartiere di Caltanissetta.

Da una verifica effettuata dalla CISL, la provincia di Caltanissetta risulta essere quella con il più elevato consumo pro-capite di acqua in bottiglia. Circa l’83 % delle famiglie dei comuni del nisseno, infatti, acquista acqua in bottiglia sia per cucinare che per bere. La parte rimanente non compra l’acqua perché è in uno stato di povertà assoluta. Una famiglia di 4 persone spende in media all’anno 301,4 euro per un consumo medio, circa 730 litri (acqua utilizzata sia per bere che per cucinare).

“Ciò accade- spiega il Segretario Generale Emanuele Gallo – perché molti cittadini non si fidano più dell’effettiva potabilità dell’acqua che esce dai rubinetti, non solo per i continui divieti sull’utilizzo a fini potabili dell’acqua in distribuzione, emanati con ordinanze sindacali a Caltanissetta, Gela, Sommatino, Niscemi, Mazzarino e in altri comuni della provincia, ma anche perchè la distribuzione avviene a giorni alterni e l’acqua viene ancora oggi stoccata nelle cisterne”.

Una persona consuma circa 7 bottiglie alla settimana di acqua per un costo medio di 1,45 euro che moltiplicato per 52 settimane costituisce una spesa media a persona di 75,4 euro che in una famiglia di 4 persone diventano 301,4 euro in un anno. Un costo che si somma alla bolletta idrica.

“Le infrastrutture sono inadeguate e le condutture idriche spesso obsolete – prosegue Gallo – tanto nella rete di distribuzione di Caltaqua che negli acquedotti sovra-ambito di Siciliacque che gestisce i bacini. Si registra l’assenza, in ampie zone, del servizio di depurazione delle acque reflue (Circostanza che ha portato alla condanna dell’Europa per ben due volte)”.

“Nonostante tutto in questi giorni il commissario del ex Ato idrico, pur in ottemperanza a quanto stabilito dall’Autorità nazionale per l’Energia, ha approvato l’aumento della tariffa per i prossimi 4 anni 2016- 2017- 2018 – 2019 per un totale del 20,1 % di incremento. Mentre i sindaci dei comuni nisseni dopo diversi solleciti da parte di Cgil, CISL e UIL non hanno provveduto ad avviare l’elezione per il Presidente dell’assemblea Territoriale Idrica (ATI). La costituzione del nuovo organismo previsto dalla legge non risolverebbe di per sé i problemi del servizio idrico ma permetterebbe di avviare proposte e soluzioni più adeguate per calmierare le tariffe”, conclude il Segretario Generale della Cisl Agrigento, Caltanissetta, Enna.

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