Tre mila al corteo gioioso degli studenti nisseni. Caltanissetta c'è! (Fotogallery)

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Scuola protesta Corteo. i tamburiManifesti, gigantografie, tamburi e megafoni. Anche una bara di cartapesta a simboleggiare la fine che ha fatto la scuola pubblica, o meglio che farebbe, con il disegno di legge ex Aprea attualmente in discussione. Contro i tagli della scuola pubblica, il precariato e le nuove norme che il governo Monti vorrebbe inserire, hanno manifestato gli studenti della Rete degli Studenti medi di Caltanissetta questa mattina. Concentramento davanti la sede del provveditorato agli studi dove si sono trovati in massa i ragazzi. Oltre 2 mila (forse quasi 3 mila) persone hanno sfilato per via Martoglio, via Libertà, viale della Regione, piazza Europa, via Rosso di san Secondo, via De Cosmi, per poi ritrovarsi nuovamente davanti l’ufficio scolastico provinciale.

Una protesta festosa con un corteo che è partito quasi a corsa. Poca politica e nessuna Corteo Scuola il concentramentostrumentalizzazione nella protesta della scuola del 2012. Questa generazione ha una enorme voglia di emergere, partecipare, forse anche apparire e protestare. Sono più o meno consapevoli dei motivi della protesta. Tanti, della rete degli studenti che guidava il corteo, comunque le reali motivazioni ed i problemi in campo li portano avanti, ma nessuna politicizzazione.Scuola protesta. Corteo 24 novebre 022

Le autogestioni si fanno d’accordo con i presidi che concedono l’assemblea permanente, i cortei si fanno in modo rispettoso della Polizia con cui si dialoga. E’ questo il movimento studentesco di Caltanissetta, oggi.

Un movimento compatto, a giudicare dai numeri. Ogni scuola è giunta in forze al concentramento. Tutti rigorosamente a piedi ed in gruppo. C’erano assembramenti di decine di persone che questa mattina alle 8 già si muovevano dai propri istituti per raggiungere via Martoglio.

Una manifestazione riuscita, dunque, che ha fatto arrivare fino a roma il segnale che Caltanissetta Scuola, parte il corteoc’è. La scelta di Rete degli Studenti e Cgil, infatti, è stata quella di una “piazza diffusa” con cortei in tutte le principali città italiane e nei capoluoghi in modo da rendere più capillare la partecipazione , ma anche meno politica di quanto sarebbe stato un corteo unitario nella Capitale.

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