241° anniversario della GDF, cerimonia sobria ma solenne. I risultati dell'attività di un anno

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Sobria ma solenne la commemorazione del 241° anniversario dalla nascita del Corpo della Guardia di Finanza tenutasi, a carattere interno, presso la sala riunioni del Comando Provinciale di Caltanissetta.

Il Colonnello Pierluigi Sozzo
Il Colonnello Pierluigi Sozzo

Alla manifestazione hanno partecipato le massime autorità civili e militari della Provincia, alle quali il Comandante Provinciale, Col. t.SFP Pierluigi Sozzo, ormai prossimo a lasciare la guida delle Fiamme Gialle nissene per trasferirsi a Firenze, dove andrà a ricoprire il prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore presso il Comando Regionale Toscana, ha rivolto il saluto di commiato ed il ringraziamento per la collaborazione avuta nel suo periodo di permanenza a Caltanissetta.
Successivamente, il Colonnello Sozzo ha tenuto un breve discorso durante il quale ha voluto ringraziare tutti i finanzieri, di ogni ordine e grado, per l’impegno che, senza lesinare energie, riversano nel lavoro che quotidianamente svolgono al servizio della collettività, reso ancora più delicato e difficile dal peculiare momento storico che il Paese sta attraversando.
Nel corso della cerimonia il Comandante e alcune delle Personalità presenti hanno proceduto alla premiazione dei militari che si sono particolarmente distinti nello svolgimento delle attività di servizio.
Anche quest’anno l’azione della Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e del corretto funzionamento delle regole di mercato, punta a recuperare le risorse sottratte al bilancio dello Stato, dell’Unione Europea, delle Regioni e degli Enti Locali allo scopo di garantirne il corretto impiego per il benessere della collettività ed il sostentamento delle politiche di rilancio e sviluppo economico e sociale.
Attesa la natura prioritariamente investigativa che contraddistingue l’azione del Corpo, le proiezioni operative della Guardia di Finanza hanno lo scopo di puntare a colpire nella loro globalità tutti i fenomeni che si connotano per la capacità di mettere a rischio contemporaneamente più interessi economici e finanziari, adottando le tecniche d’indagine proprie di una forza di polizia.
“L’obiettivo per il 2015 è quello di continuare nel percorso di costante miglioramento della qualità complessiva dell’azione del Corpo, nell’ottica di assicurare una sempre maggiore concretezza dei risultati conseguiti, anche attraverso una sistematica aggressione ai patrimoni illeciti accumulati. In tale prospettiva si muovono i Finanzieri del Comando Provinciale di Caltanissetta che, sotto la guida del loro Comandante, continuano a mettere in campo tutti gli sforzi necessari a contrastare le frodi fiscali e l’economia sommersa, in considerazione della pericolosità fiscale che si riflette sui bilanci dello Stato e degli Enti locali, con effetti distorsivi sulle regole del mercato e della concorrenza”.
Nei primi 5 mesi di quest’anno sono state eseguite 178 attività ispettive, tra verifiche fiscali, controlli, accertamenti patrimoniali e segnalazioni per operazioni sospette, nonché 1092 tra controlli sulla regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali, controlli su strada e controlli sugli indici di capacità contributiva. Per i reati tributari scoperti, sono state contestate infrazioni per € 952.190, sono stati denunciati a piede libero 10 soggetti mentre per 3 persone sono scattati gli arresti.
Nello stesso periodo, l’attenzione riservata dalla Guardia di Finanza al “sommerso d’azienda” ha permesso di individuare 8 evasori totali, cioè operatori economici sconosciuti al fisco, e 3 evasori para totali, vale a dire contribuenti che non hanno dichiarato redditi per un ammontare superiore al 50% di quelli effettivamente dovuti. Sono stati inoltre scoperti 35 tra lavoratori in nero e/o irregolari, per i quali sono stati verbalizzati 17 datori di lavoro.
I controlli posti in essere per verificare il corretto adempimento del rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali, pari a 809, hanno messo in evidenza un’irregolarità che si aggira intorno al 54,4%. Parallelamente all’impegno nella lotta all’evasione fiscale, la Guardia di Finanza ha ulteriormente intensificato gli sforzi operativi nel comparto della vigilanza sulla spesa pubblica, coerentemente con le esigenze di contenimento della spesa e dei processi di spending review. L’obiettivo è di individuare e prevenire, secondo il consolidato modello operativo di polizia investigativa, sprechi e malversazioni ai danni del bilancio pubblico, ottenendo effetti positivi sui saldi e salvaguardando gli standard dei servizi pubblici offerti.
Da inizio anno sono stati verbalizzati 21 soggetti di cui 1 O denunciati a piede libero e 1 in stato di arresto per frodi comunitarie o al bilancio nazionale/locale, contestando l’indebita percezione di oltre 605.000 euro.
Altra priorità strategica della Guardia di Finanza è il contrasto alla criminalità organizzata ed economica. Lo scopo è, da un lato, quello di aggredire i capitali illecitamente accumulati, attraverso la confisca di beni e proventi delle attività delittuose oltreché delle aziende finanziate con capitali mafiosi e, dall’altro, prevenire la formazione dei patrimoni criminali, attraverso l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette, le ispezioni antiriciclaggio ed i controlli transfrontalieri sui movimenti di valuta.
In particolare, ad oggi, sono stati eseguiti accertamenti patrimoniali antimafia nei confronti di 71 soggetti di cui 46 persone fisiche e 25 persone giuridiche, che hanno portato a formulare proposte di sequestro all’Autorità Giudiziaria per 7.782.312 euro. Mentre ammonta a 90.000 euro il valore delle quote societarie confiscate da inizio anno e, quindi, definitivamente entrate nel patrimonio dello Stato.
La lotta al riciclaggio di capitali “sporchi” è stata sviluppata attraverso indagini di polizia giudiziaria e l’approfondimento investigativo di 12 segnalazioni di operazioni sospette per intercettare i flussi finanziari di provenienza illecita, oggetto di riciclaggio ovvero di trasferimento illecito, in denaro contante e titoli, da e verso l’estero. L’impegno nella lotta alla contraffazione, al falso made in ltaly ed alla commercializzazione di prodotti non sicuri o dannosi per la salute, costituisce un ambito di particolare impegno della Guardia di Finanza per il 2015.
Combattere la contraffazione significa agire su più fronti: proteggere i consumatori garantendo il corretto funzionamento del mercato, arginare uno dei canali di alimentazione della criminalità economica, debellare cospicue sacche di evasione fiscale e di lavoro irregolare e tutelare il made in Italy.
Si tratta, infatti, di un contesto dove si crea “nero su nero”, perché sommersi sono la produzione, la manodopera, le fonti finanziarie di approvvigionamento e i canali di distribuzione della merce, così come celati al fisco i conseguenti guadagni. l servizi nel comparto continuano, pertanto, ad essere sviluppati contrastando le diverse forme di illegalità connesse alla contraffazione, alla pirateria, al traffico di falsi made in ltaly e di prodotti non conformi agli .standard di sicurezza, attraverso il presidio degli spazi doganali, il controllo economico del territorio e le attività investigative più complesse e articolate.
Di fondamentale importanza è, infine, il “controllo economico del territorio” garantito dai Reparti del Corpo anche grazie alle richieste di intervento che giungono al numero di pubblica utilità “117”.
Tale servizio, trova le sue premesse nella necessità di corrispondere alle istanze di sicurezza economico-finanziaria manifestate con sempre maggiore diffusione dalla collettività.
Al tal fine è stata anche potenziata la specifica sezione “117” presente sul sito internet www.gdf.gov.it, attraverso la quale è possibile compilare, stampare e presentare ai Reparti territoriali segnalazioni, denunce e richieste, di semplice compilazione.

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