15 cantieri per 15 quartieri. La proposta di Ruvolo per la solidarietà sociale. Voucher e quoziente familiare

1574

Il Polo Civico e Giovanni Ruvolo affinano il programma, diffondendo una versione in sintesi con alcune proposte sulla solidarietà sociale. Un mix di interventi immediati “per dare risposte a un ampio disagio sociale ed economico” e di interventi “di sistema”.

Ruvolo centro storicoIl candidato sindaco del Polo Civico, PD e UDC e “cambiare Caltanissetta”, Giovanni Ruvolo, lancia la proposta di 100 voucher di solidarietà del valore di 500€ ciascuno,per la partecipazione al mantenimento del bene comune, come la manutenzione delle fontane, spazi verdi, monumenti, assistenza, vigilanza, raccolta differenziata.

Altra proposta sono 15 cantieri da 15 mila euro ciascuno per i quartieri e l’introduzione del quoziente familiare.

“Oggi – spiega Ruvolo – molte famiglie vivono la difficoltà a sostenere le spese e i costi che richiede il mantenimento di una famiglia. Poichè la nostra attenzione sarà orientata al supporto di famiglie deboli ma anche numerose, il quoziente familiare potrà calibrare le tasse locali, imu, tarsu, irpef, sulla base del reale reddito delle famiglie, considerato anche il numero dei figli”.

“La riduzione sarà bilanciata con le famiglie che hanno reddito alto e numero di figli più basso. Questo appartiene alla riorganizzazione della contribuzione alla spesa collettiva, basata sull’economia e sul reddito familiare e soprattutto sulla composizione del nucleo familiare. Il nostro piano di sviluppo economico per il rilancio della città ha un ambito molto grande che riguarda l’identità della città, che poggia su due piani: il rilancio del comparto agroalimentare e il campus bio medico. Ma c’ è intanto da dare risposte immediate alle famiglie, che non hanno reddito e qui nasce l’idea de mini cantieri e dei 100 voucher”.

“Questo consentirà di superare l’idea del sussidio, la corresponsione di soldi per affrontare l’emergenza, sostituendola con la proposta lavorativa, abbinata alla formazione di competenze in ambito di lavoro. Quindi le persone che oggi vivono in stato di disagio, potranno beneficiare di un’attività lavorativa che riguarda il bene collettivo, realizzazione di marciapiedi, verde pubblico, campetti e spazi per bambini, ma anche vigilanza, raccolta differenziata. Ma tutto questo deve professionalizzare queste persone, che alla fine del periodo di sostegno possono organizzazrsi in cooperative e attività in proprio, con cui autonomamente possono entrare nel mondo del lavoro. Per noi è importante rispettare la dignità delle persone attraverso il lavoro”.

Sembra che con questa proposta abbiate voluto tenere insieme gli aspetti più generali, di sistema, con ciò che interessa nell’immediato tante persone. Siete entrati nella “carne viva” del problema.

“Si, abbiamo voluto prima di tutto far capire la nostra visione di città. Il concetto di città solidale è nuovo per la comunità nissena. Abbiamo impiegato molto tempo fino ad oggi a spiegare il senso di essere comunità solidale, una comunità che conosce il progetto e la direzione in cui andrò la città E ogni parte, imprenditori, parti sociali, associazioni etc.., sanno quale ruolo giocare. Adesso entriamo nel dettaglio. Questo riguarda le emergenze lavorative, i bisogni essenziali. Non supporteremo mai l’idea dell’assistenzialismo che non ha dato prospettive e tutti gli ambiti hanno un comune denominatore: costruire sistemi. I servizi e le attività devono corrispondere a una pianificazione in cui le parti interessate sono messe in rete l’una con l’altra”.

Commenta su Facebook