Processo ai No Muos. Dopo i 129 altri 17 avvisi conclusione di indagini per attivisti

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“Un maxi processo con 129 imputati. Numeri da record che nemmeno le organizzazioni mafiose del territorio possono vantare”. Questo il commento sarcastico apparso qualche giorno fa sulla pagina facebook del Movimento No Muos a seguito della notifica degli avvisi di conclusione delle indagini per 129 attivisti, accusati dell’invasione della base militare americana dove è stato costruito il sistema satellitare in contrada Ulmo a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Ad indagare è la Procura di Caltagirone che a 34 dei 129 attivisti coinvolti nell’inchiesta approdata al termine con la richiesta di un processo, ha contestato anche i reati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Una batosta per il movimento che si è opposto al Muos (in buona parte costituito e sostenuto dalle popolazioni locali), che arriva dopo il dissequestro operato dal Tribunale del Riesame di Catania che ha ribaltato il primo sequestro operato dalla Procura di Caltagirone in quanto la struttura era abusiva. I reati contestati agli attivisti si riferiscono in particolare alle due manifestazioni del 9 agosto 2013 e del 25 aprile 2014. Nel primo caso si realizzò quella che il movimento definisce un’invasione assolutamente pacifica della base. Nel secondo l’occupazione simbolica di un pozzo all’interno della base americana di contrada Ulmo.

Infine nella giornata di ieri, come riporta la pagina ufficiale “No Muos”, altri 17 avvisi di conclusione indagini sono stati notificati ad altrettanti militanti no Muos per i reati di riunione non autorizzata, offesa all’onore e al prestigio delle forze dell’ordine, violenza per fatti relativi al 15 marzo 2013.

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