Le “disposizioni per la stabilizzazione del personale precario”, vengono dopo le “dotazioni organiche delle città metropolitane e dei libero Consorzi”. Perchè l’articolo 3 viene dopo l’articolo 2 della legge 27 del 29 dicembre 2016 approvata dall’Ars che reca norme in materia di enti locali e stabilizzazione dei precari.

Questa, almeno, la semplice interpretazione della norma fornita dall’assessore regionale alle autonomie locali, Luisa Lantieri, che ha gelato le speranze di stabilizzazione, almeno nell’immediato, per i precari degli enti locali, con una circolare inviata ai comuni.

Rischiano di slittare i concorsi per le stabilizzazioni dei precari già banditi da numerosi comuni siciliani, tra cui Caltanissetta che ha pubblicato il bando per 43 ex Lsu e Asu da stabilizzare con contratti a tempo indeterminato a 13 ore settimanali.

“Il piano – dice la Lanteri – prevede che sia la Regione a farsi carico del costo del personale ma per farlo deve conseguire dei risparmi. Questo sarà possibile avviando la mobilità di una parte del personale delle ex Province”. In realtà la legge approvata non dice questo, poiché individua separatamente i fondi della legge 5 del 2014 e le risorse a cui attingere per le proroghe del personale a tempo determinato e le relative stabilizzazioni. Prevedendo anche sanzioni per chi alla data del 31 dicembre 2017, avendone la possibilità, non le ha fatte. E’ la successiva  circolare della Funzione pubblica che obbliga ad attendere il 31 marzo. Ma non è solo una questione di date.

Perchè una parte del personale delle Ex-Province, che rappresenta il 15% del costo complessivo del personale di ogni ente, dovrà essere messa in mobilità e transiterà soprattutto verso i Comuni. Questi ultimi possono stabilizzare rispettando i vincoli di bilancio, il budget ma soprattutto il fabbisogno dell’ente. Fatti salvi questi vincoli, e obbligati ad assumere i dipendenti dell’ex provincia, i comuni siciliani saranno in grado di stabilizzare?

La legge di fine dicembre approvata dall’Ars, salutata dalla maggioranza come la norma che pone fine al precariato e dal Movimento 5 stelle come il suo esatto contrario, dà 120 giorni di tempo ai Liberi Consorzi per individuare questa quota. Prima di quella data, secondo la Regione, non si potranno effettuare le stabilizzazioni.

“E’ un problema di cui non possiamo non tenere conto”, ammette l’assessore al Personale, Felice Dierna, promotore del bando per la stabilizzazione dei 43 precari pubblicato a fine dicembre.

“Con gli uffici stiamo verificando perchè la norma (che è subentrata successivamente alla delibera del Comune) parla del 15% del budget del personale dell’ex provincia e ci siamo attivati per verificare questo cosa comporta per il Comune. La prossima settimana sarò a Palermo per saperne di più”.

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