L’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta viene classificato dalla nuova rimodulazione della rete ospedaliera quale presidio di secondo livello, ovvero uno degli otto Hub della Sicilia, punto di riferimento dell’area Caltanissetta- Enna -Agrigento. Un risultato importante e non per nulla scontato. Nella prima formulazione, infatti, l’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, il Vittorio Emanuele di Gela e l’ospedale di Enna venivano tutti qualificati come “Spoke” ovvero Dipartimenti di emergenza e accettazione di primo livello. Tra questi tre presidi si sarebbero dovute suddividere alcune specialità.

Adesso, invece, per quanto attiene all’emergenza urgenza il “Sant’Elia”, ottiene la qualificazione di Hub, mantenendo così alcune specializzazioni complesse ma soprattutto assumendo la prospettiva di acquisirne altre.

“Era uno degli obiettivi che ci eravamo posti, a cui abbiamo lavorato”, afferma il manager dell’Asp2 Carmelo Iacono, limitandosi a commentare quelle che al momento definisce “indiscrezioni di stampa”.

“Il lavoro è stato quello di qualificare la prestazione nel nostro presidio. E’ un lavoro che non va visto soltanto nell’aver ottenuto il DEA di secondo livello a Caltanissetta, ma è completato anche dal DEA di primo livello a Gela e il mantenimento dei tre presidi ospedalieri di Mazzairno, Mussomeli e Niscemi. La geografia sanitaria in provincia a questo punto è ottimale adesso sta a noi farla funzionare e vestirla bene con dotazioni organiche e attrezzature”.

Gli ospedali di II livello (o Hub) si rivolgono a un bacino di utenza compreso tra 600mila e un milione e 200mila abitanti. Garantiscono la cardiologia con emodinamica interventistica h24, la neurochirurgia, la cardiochirurgia e la rianimazione cardiochirurgica, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, la chirurgia maxillo-facciale e la chirurgia plastica, l’endoscopia digestiva a elevata complessità, la broncoscopia interventistica, la radiologia interventistica, la rianimazione pediatrica e neonata (la Utin è oggi assente al Sant’Elia), la medicina nucleare e altre eventuali discipline di alta specialità. Naturalmente anche in questo caso vengono garantiti h24 i servizi di radiologia con almeno T.A.C. ed ecografia (con presenza medica), il laboratorio, il servizio immunotrasfusionale.

Decisivo, per la scelta del Sant’Elia, è stato il progetto del nuovo pronto soccorso nell’ambito del nuovo 118, recentemente trasferito all’ex ospedale Dubini, unitamente alla presenza di alcuni reparti ormai consolidati, tra gli altri, l’emodinamica, la radioterapia, la neurochirurgia.

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