Caltanissetta, primavera 2017. Sono anni che sento proferire l’espressione “salotto buono” al nostro sindaco Giovanni Ruvolo. Opera pittorica di Giorgio de ChiricoDevo dire la verità? Non avevo mai ben capito a cosa si riferisse. Cosa intendesse dire, insomma. Ma, prima o poi, il cielo ci viene in aiuto, si sa. Basta avere fede e pazienza. Tanta pazienza, comunque. Ed ecco svelato l’arcano: il “salotto buono” appare, si concretizza – lucido e pudico, sebbene un po’ sdrucito – nei pressi del glorioso Liceo classico “Ruggero Settimo”. E d’altronde, il “salotto buono”, il salotto classico (classicheggiante) non poteva che scegliere questo luogo per apparire. Ci mancherebbe! Noblesse oblige. Certo, questo “salotto in esterno” ricorda certe immagini peculiari di Giorgio De Chirico. Il quale, d’altronde era di formazione classica, sebbene convertito al surrealismo. O meglio, alla metafisica. Ad ogni modo, adesso sono sereno, tranquillo. Appagato. Il “salotto buono” esiste, in qualche modo. Ecco.

POSCRITTO. Un’ultima cosa: il salotto buono appare disabitato. Una maxi poltrona vuota. Un’immagine triste, in fondo. Tragica persino. Una inesorabile metafora politica. Nissena.

Leandro Janni

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