Arrestati operazione Tomato GelaDalle prime ore dell’alba di venerdì e’ scattata una vasta operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta. I militari del reparto territoriale di Gela hanno eseguito 16 misure cautelari emesse dal Gip del tribunale di Gela su richiesta della locale Procura smantellando così una rete dedita allo spaccio di stupefacenti nella città del Golfo. Nell’operazione sono stati impiegati oltre 80 carabinieri nelle province di Caltanissetta, Palermo, Catania, Potenza, Matera e Ragusa nonche’ unita’ cinofile. Nell’indagine denominata “Tomato” i militari hanno ricostruito i canali di ingresso dell’eroina e cocaina a Gela e numerosi episodi di spaccio.

In carcere sono finiti i gelesi Massimiliano Avenia classe 1979 e Vincenzo Di Maggio, classe ’89, ritenuti i due soggetti di maggiore caratura. Giuseppe Fausto Fecondo classe ’72, Salvatore Graziano Mazzolino classe ’92, Alessandro Scilio classe ’79. Salvatore Stamilla del ’72, Luigi D’Antoni classe ’65 e Giovanni Traina del ’65. I palermitani Giovanni Battista Calascibetta, classe ’65 e Antonia Cricchio classe ’58 e il catanese Luciano Guzzardi classe ’64

Agli arresti domiciliari Gaetano Fiaccabrino del ’71, Gaetano Marino classe ’84, Giovanni Palermo del ’68 e Salvatore Antonuccio classe ’77.

Secondo quanto riferito in conferenza stampa l’eroina veniva reperita nel mercato palermitano mentre l’acquisto della cocaina era più conveniente nella piazza catanese.  A spiegare i particolari dell’operazione il procuratore capo di Gela, Fernando Asaro, affiancato dal colonnello Gerardo Petitto, comandante provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta e il maggiore Antonio De Rosa del Reparto territoriale,

“E’ un ripristino di legalità, per offrire al cittadino onesto un momento di fiducia e di speranza”, afferma il procuratore Asaro. “Siamo nelle indagini preliminari e le imputazioni indicano un’ipotesi accusatoria supportata dal provvedimento del Gip. Si tratta – prosegue Asaro – di soggetti che potrebbero reiterare i reati, visto che fanno dello spaccio la loro attività sul territorio di gela. Spaccio che avveniva in strade pubbliche e molto frequentate come in via Venezia”.

Non una vera e propria organizzazione ma, come la definisce il comandante provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta, Gerardo Petitto “un gruppo di spacciatori a geometria variabile”.

“Una sorta di mutuo soccorso di spacciatori che alla mancanza di stupefacenti dell’uno, sopperivano con la disponibilità dell’altro. I clienti erano del tipo più disparato da giovanissimi a padri e madri di famiglia senza precedenti né trascorsi di consumo di stupefacenti accertato”, spiega Petitto.

“Una pericolosa rete di piccoli spacciatori – ha spiegato in conferenza il maggiore De Rosa – ma particolarmente dannosi per via dello spaccio di sostanze pesanti come eroina e cocaina e dei luoghi in cui avveniva, quelli frequentati dai giovani”.

“Caffè”, “pomodoro” e “cosa” alcune delle parole in codice per indicare la droga. Il linguaggio criptico utilizzato al telefono non ha evitato agli indagati la contestazione dei reati. L’interpretazione dei dialoghi è stata sistematicamente convalidata dalle attività di riscontro che hanno sempre condotto al sequestro di quantitativi più o meno ingenti di eroina e cocaina.

 

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