Nel libro di recente pubblicazione, “Il bambino Giovanni Falcone, un ricordo d’infanzia”, il magistrato assassinato a Capaci 25 anni fa insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, viene ritratto dall’autore nel suo profilo intimo dell’infanzia. Quando giocava con una spada ai Tre Moschettieri.

IMG_5019Il Procuratore Generale di Caltanissetta, Sergio Lari, ha oggi paragonato il sacrificio di Giovanni Falcone, a quello di Ettore contro Achille, a difesa di Troia, nonostante gli Dei e le stelle lo avessero abbandonato al proprio destino. Numerosi studenti di diverse scuole superiori della città hanno partecipato all’incontro organizzato dall’Anm, stamane nell’Aula “Saetta – Livatino” del Palazzo di Giustizia, con Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e Sergio Lari.

Oggi, nel giorno del suo compleanno, Falcone avrebbe compiuto 78 anni.

“E’ sicuramente un significato particolare essere qui oggi – ha spiegato Maria Falcone – perchè Caltanissetta è il Tribunale, e la Procura ,che ha portato avanti con attenzione i processi di Capaci e via D’Amelio e mi sembrava essere giusto essere qui e ricordare ai giovani l’importanza di questo Tribunale nella ricerca di verità sulle stragi. Ognuno prima di essere un professionista è un uomo. E sono le doti dell’uomo che portano ad avere la deontologia nella professionale che ha contraddistinto Giovanni”.

Il Procuratore Generale Sergio Lari che ha tenuto l’incontro con Maria Falcone ha parlato di “una mafia in ginocchio”.

“Se Cosa nostra oggi e’ in ginocchio, e lo e’, lo dobbiamo a Giovanni Falcone che quando ando’ al ministero varo’ quelle novita’ sulla Dia, sulla Dda, sulla Dna, sui collaboratori di giustizia, sul 41 bis che sono state l’arma vincente del contrasto alla criminalita’ organizzata di stampo mafioso”.
IMG_5021“Non dimentichiamo che Falcone – ha aggiunto Lari – e’ stato l’artefice di quella legislazione antimafia senza la quale oggi non avremmo raggiunto i risultati e i successi dei quali ci possiamo vantare. Giovanni da giudice istruttore e da procuratore aggiunto fu l’artefice del maxi processo, quello che fece finire l’impunita’ e la segretezza che erano i punti su cui si fondava l’assoluta invincibilita’ ai tempi di Cosa nostra. Condivido perfettamente quanto ha dichiarato Pietro Grasso che l’Italia sarebbe migliore se oggi fossero in vita Falcone e Borsellino. Oggi Giovanni avrebbe compiuto 78 anni e sarebbe qui con noi e l’Italia certamente sarebbe migliore di come e’ adesso”.
Solo su una cosa Lari dice di non essere d’accordo con Grasso: “Quando afferma che Giovanni era un uomo normale che faceva soltanto il suo dovere. In realta’ non era cosi’. Io ho sempre definito Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e coloro che vissero in quell’epoca, degli eroi perche’ erano perfettamente consapevoli del destino di morte che li attendeva. Non dimentichiamo che quando Tommaso Buscetta inizio’ a collaborare con Falcone la prima cosa che gli disse fu: ‘dottore, guardi che il suo destino sara’ quello di essere ucciso da Cosa nostra’. Giovanni sapeva bene che con le scarse risorse normative, materiali e investigative a sua disposizione, andava ad affrontare la piu’ potente organizzazione criminale esistente all’epoca, un vero esercito contro un pugno di uomini che ebbe il coraggio di affrontarlo ben sapendo a cosa andava incontro. Per me queste persone ricordano Ettore che sotto le mura di Troia affrontava Achille, un nemico invincibile per difendere la propria patria, la propria famiglia e i propri ideali”.

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