Il Tribunale del riesame ha respinto la richiesta della Procura di Milano di disporre la detenzione in carcere per l’avvocato nisseno Danilo Tipo, 52 anni, coinvolto nell’inchiesta “Giotto” per un presunto riciclaggio di denaro.

Il penalista resterà agli arresti domiciliari.

Il Riesame ha così confermato la sua prima decisione, contro cui i pm milanesi erano ricorsi in Cassazione. Non c’erano e non ci sono esigenze gravi né tantomeno pericolo di fuga per giustificare la custodia in carcere, così come sostenuto dai legali di Tipo.

L’inchiesta “Giotto”, su presunte infiltrazioni mafiose negli appalti per gli allestimenti fieristici di Expo e Fiera di Milano è già arrivata al processo.

L’avvovato Tipo è accusato – in concorso con Liborio Pace di Pietraperzia – di riciclaggio con l’aggravante di avere favorito la mafia per avere portato in Sicilia, in auto da Milano, la somma in contanti di 295 mila euro consegnatigli dallo stesso Pace. Soldi che secondo l’accusa dovevano finire alla “famiglia” di Pietraperzia. Ma il legale nisseno si è sempre difeso sostenendo che rappresentassero pagamenti di parcelle.

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