"In TV innocentisti a prescindere". I retroscena con la criminologa Roberta Bruzzone al Cefpas

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(Foto Ettore Garozzo) Si è tenuto martedì sera al CEFPAS di Caltanissetta, il primo incontro della rassegna culturale “CEFPAS INCONTRA- La Cultura della Salute”. La prima rassegna culturale che prevede incontri a tema con scrittori, artisti, professionisti, che a vario titolo e secondo specifiche modalità contribuiscono a sviluppare una dimensione critica e informata della società civile, sui temi di salute, prevenzione, benessere e cura della persona.

La prima conferenza sul tema della violenza sui minori ha visto la partecipazione di Roberta Bruzzone, psicologa forense, criminologa, consulente scientifico di programmi televisivi su fatti criminali e coautrice del libro “Segreti di famiglia. Il delitto di Sarah Scazzi. Le prove, I depistaggi e le lacrime di plastica”.

La Bruzzone ha sottolineato l’impegno, la sensibilità, la competenza dei professionisti del settore (polizia, magistrati, avvocati, psicologi, medici) che si occupano di violenza sui minori a vario titolo, e dall’altro le attese della società civile.

L’incontro è stato coordinato da Pier Sergio Caltabiano, Direttore della formazione del Cefpas, discussant Giovanbattista Tona, Consigliere della Corte di Appello di Caltanissetta.

“E’ un lavoro che ti da la possibilità di sentirti utile – ha detto la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto della Tv – Quando aiuti qualcuno comprendere la gravità di quanto accaduto nella sua vita, o una donna a uscire dalla violenza sistematica e permetti di avere un’altra chance altrove. Non c’è soltanto la scena del crimine ma tante vite supportate a riprendere il volo e questo mi ricarica più di qualsiasi altra cosa”.

E proprio in riferimento alle partecipazioni a programmi TV dedicate ai casi di cronaca nera, la psicologa e criminologa, che assiste le parti nei processi ma anche numerose procure in Italia, ha puntualizzato di intervenire alle trasmissioni televisive solo quando trattano casi in cui lei ha ricevuto un incarico e che quindi conosce.

“In televisione – spiega – ci sono diverse categorie di persone e di ospiti. Ci sono in alcuni casi rari soggetti che si occupano di quel caso. Io vado solo quando si tratta di casi di cui mi sto occupando e quindi parlo con ampia cognizione di causa quando la parte mi autorizza. Normalmente ho sempre l’accortezza di procurarmi materiali di prima mano, gli atti del processo, le sentenze, i dati di un sopralluogo. Poi ci sono altre categorie di soggetti non meglio precisati che vanno in TV a parlare di tutto e che normalmente si scagliano contro le procure per partito preso. Sono innocentisti a prescindere. Normalmente io li ascolto e tendo a collocarmi all’opposto di quello che dicono e difficilmente mi sbaglio. I pronunciamenti diversi tra diversi gradi di giudizio è fisiologia del processo e non patologia. E’ il segno che il nostro è un sistema evoluto perchè è in grado di ridiscutere una situazione. Alcuni processi indiziari, che non sono processi di serie B. E’ normale che diverse Corti possano orientarsi in maniera diversa perchè si polarizzano su alcuni elementi, sotto il profilo decisionale, su alcuni elementi e non su altri. Nel caso di Meredith la prima sentenza di condanna è molto articolata ed entra in diversi ambiti. La seconda sentenza si focalizza su altri elementi e infatti la Cassazione ha annullato il verdetto rinviando in Corte d’Appello a Firenze”.

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